Censis, rapporto sul sesso: 200.000 italiani in “coppie bianche”, ma serve una seria educazione

È cambiato molto, secondo l’ultimo rapporto del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali), il rapporto degli italiani nei confronti del sesso, negli ultimi 20 anni.

Dai dati che emergono si evidenzia come, ad esempio, alcune pratiche siano state, anche grazie alla diffusione di Internet prima, e degli smartphone poi, completamente sdoganate: “venti anni fa -dice il rapporto- il porno faceva capolino ed era appannaggio dei maschi, oggi è sdoganatissimo e con esso la citata molteplicità di pratiche, anche dentro le coppie. Considerate tre pratiche trasgressive come i rapporti a tre, il sadomaso e il sesso a pagamento, il 24,6% oggi ne ha praticata almeno una (contro il 5,5% di venti anni fa), mentre il 40,5% dichiara che lo farebbe (rispetto al 7,3%)”.

Il rapporto Censis non cita le persone asessuali (come non fa nessun riferimento ad altri orientamenti sessuali o alle identità di genere delle persone prese in esame). Parla, piuttosto, di un’area no sex composta dalle persone che non fanno sesso che, come sappiamo, non coincide, se non per una minima parte, con l’insieme delle persone asessuali, sia perché non tutte le persone caste (o coloro che, per varie ragioni non hanno rapporti) sono automaticamente asessuali, sia perché non tutte le persone asessuali non fanno sesso.

“Si è ampliata -prosegue il rapporto- l’area di coloro che non fanno sesso (dal 5,4% al 10,2% dei 18-40enni, con un boom di maschi in bianco: dal 3% all’11,6%), ma gli altri ne fanno più dei coetanei di venti anni fa, con il 44,1% che lo fa almeno tre volte alla settimana (era il 36,9% venti anni fa)”.

Nel dettaglio sono 700mila i 18-40enni che in questo periodo non hanno una vita sessuale, 1,6 milioni quelli che non hanno mai avuto rapporti sessuali nella propria vita e 1 milione di 18-40enni ha avuto soltanto rapporti sessuali non completi.

Da segnalare il dato del 12% delle persone che mai hanno avuto rapporti sessuali nella propria vita e che dichiara di avere una relazione affettiva stabile con un’altra persona (che è una convivenza per il 3,8% delle persone). Sarebbero 220.000 gli italiani tra i 18 ed i 40 anni che vivono infatti in “coppie bianche”, coppie nelle quali la relazione prescinde dal sesso o non lo prevede.

Prendendo in considerazione il rapporto Censis nel suo insieme, si nota come le resistenze ad un’educazione sessuale matura, quando non ostacolata per motivi religiosi, abbia portato negli ultimi 20 anni, l’unico risultato di avere lasciato al porno su Internet il monopolio dell’insegnamento e dell’educazione all’affettività.

Allo stesso tempo si sono andate normalizzando pratiche come il sexting (vale a dire l’invio tramite smartphone di foto, spesso proprie, esplicite) o il filmare i rapporti, pratiche di per sé innocue, ma che possono avere conseguenze enormi se non fatte con la dovuta maturità e senza un sostegno legale, sociale e politico alle eventuali vittime.

Il rapporto classifica, inoltre come “pratiche trasgressive” i rapporti a tre, il sadomaso e il sesso a pagamento. In questo caso è necessario muovere una seria critica: se nei primi due casi, infatti, si tratta di pratiche sulle quali, quando svolte tra adulti consenzienti non si deve dire niente, sul sesso a pagamento emerge un grave deficit culturale, ed una nuova mancanza di educazione e di informazione: la maggior parte delle donne che sono “impiegate” nel mercato del sesso, lo è con una possibilità di scelta molto piccolo.

Le persone che si prostituiscono (che nella quali totalità dei casi sono donne, quasi esclusivamente al servizio di maschi etero) sono per la maggior parte dei casi delle schiave, spesso con debiti enormi da dover pagare alla criminalità organizzata.

Se utilizzare questi “servizi” viene considerata dal Censis una “trasgressione”, si tratta di una trasgressione nei confronti della legalità, in quanto ci si rivolge alla criminalità (spesso la stessa criminalità straniera che tanto fa storcere la bocca), e di qualsiasi legge sociale, in quanto si approfitta dello stato di costrizione o di indigenza di un’altra persona, per soddisfare il proprio piacere fisico.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi