Gramellini e l’incubo della posta del cuore
Affidare la “posta del cuore” del Corriere della sera a Massimo Gramellini, perché no? Cosa potrà mai andare storto?
Cosa dia a Gramellini la competenza per rispondere a domande sulla vita sentimentale e relazionale non si sa, ma è un nome conosciuto, sta sempre in TV, è nel giro della cultura, proviamo.
Quindi degli esseri umani con problemi scrivono a Gramellini per ottenere soluzioni, e lui risponde come sa fare, ovvero con due tre luoghi comuni più una citazione di qualche libro importante che non ha mai letto.
Poi però capita che gli scrive un uomo che si lamenta che la moglie non vuole avere rapporti sessuali, e succede il finimondo.
Cosa fa Gramellini?
1) dice che c’è un problema, così, netto, ed è il problema che dice lui.
2) la responsabilità di questo problema e tutta di lei che “si chiude”
3) mettiamoci una citazione a caso di Gurdjieff che fa tanto pensatore profondo
4) “Ma una coppia senza contatto fisico è ancora una coppia? In età molto avanzata, forse, quando si arriva a sublimare. Prima no.” Chi decide cosa è il contatto fisico, Gramellini? O si hanno rapporti sessuali o niente? “Se due coniugi vanno a letto ogni sera con l’idea di guardare un film invece di farne uno insieme, significa che per il loro matrimonio sta suonando l’allarme”. L’allarme suona quando il Corriere della sera permette che si scrivano queste cose.
5) citiamo anche Platone che non si sa mai. Sempre livello baci perugina
6) “Tua moglie è bloccata e in fondo lo sei anche tu”. Fai qualcosa per sbloccarla, cribbio! Che uomo sei? E pure il terapeuta che asseconda lei invece di intervenire per darti quello che ti spetta, che terapeuta è? Non ci sono più gli strizzacervelli di una volta. Ecco, qui fa proprio paura.
7) conclusione: forzala ancora un po’ e al limite lasciatevi.
Qui potete leggere (purtroppo a pagamento) la domanda del lettore e la risposta di Gramellini, così capirete che non abbiamo esagerato, anzi.
Il nostro esperto di relazioni dà una risposta intrisa di un reticolo di pretese amatonormative: la riconquista dell’eros come “dovere coniugale” mascherato da sacralità.
Non considera assolutamente le ragioni della donna, non gli interessano. Ha già deciso che è malata, quindi o si trova una cura oppure la relazione non ha motivo di continuare.
Gli dice: “Devi guardarla negli occhi”, come a farle capire la gravità della situazione. La “gravità” è un’interpretazione di Gramellini. Perché mai l intimità fatta di abbracci notturni, progetti comuni, risate con gli amici e figli cresciuti insieme dovrebbe essere meno importante di un rapporto sessuale? Parla di “barricate”, di “verità da estorcere”, di “terapeuta che non dice la verità”. È un approccio da inquisitore. Tratta la moglie come una nemica che si nasconde, lui come un povero illuso che deve “pretendere spiegazioni”. Ma l’amore non è un tribunale. Il sesso non lo è.
Chi legge questo blog saprà che spesso ci occupiamo di invalidazioni delle persone ace da parte di terapeuti, medici, psicologi. Non sappiamo se questa donna sia asessuale oppure no, non è questo il punto.
Il punto è che una volta tanto che un terapeuta non invalida, non patologizza, non fornisce risposte precotte in linea con il senso comune e le aspettative della società, ma ascolta la paziente , riconosce il suo vissuto e arriva alla conclusione che non c’è nulla da curare e che il sentire e il comportamento sono perfettamente legittimi, cosa fa l’esperto di coppia?
Dice che non è un buon terapista, perché non “risolve il problema”. Problema che va risolto cambiando il comportamento sgradito. Si apre un inferno di “doveri coniugali”, “terapie riparative”, colpevolizzazione.
Gramellini di solito saluta gli spettatori del suo programma con la frase “fate bei sogni”.
Qui ci sentiamo francamente dentro un incubo, invece.
