14 Settembre 2026
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Relazioni intime e asessualità: Oltre una visione allonormativa e amatonormativa

Vi racconto una storia di fantasia: Sara è una ragazza asessuale e ci racconta di non provare mai attrazione sessuale. Sara ci racconta anche di avere un rapporto importante e intimo con una persona.

Come giudichiamo Sara e la sua relazione?

Secondo le credenze allonormative, provare attrazione sessuale è universale, naturale e “normale”, nonché alla base di ogni relazione intima. In questa prospettiva, Sara dovrebbe provare attrazione sessuale, soprattutto se sostiene di vivere una relazione significativa. Inoltre, secondo le credenze amatonormative, la relazione monogama e romantica è il tipo di legame intimo più importante e “naturale” nella vita di una persona. Le altre forme (amicizie profonde, relazioni queerplatoniche, relazioni non monogame, ecc.) sono viste come meno serie e meno valide.

Di conseguenza, Sara, che afferma di avere una relazione importante e intima, dovrebbe presumibilmente trovarsi in una relazione monogama e romantica e, quindi, provare attrazione sessuale.

Tuttavia, Sara è asessuale e contemporaneamente sostiene di avere una relazione intima importante. Sara non soddisfa né conferma nessuna di queste aspettative sociali. Riprenderò più avanti la storia di Sara. Prima, però, introduco alcuni dati.

L’ACE Community Survey del 2024 (disponibile qui: https://acecommunitysurvey.org/) è uno dei report che raccoglie opinioni e dati sulla popolazione delle persone asessuali o dello spettro aro-ace. Tra i dati disponibili, notiamo che una maggioranza di persone asessuali si dichiara single.

Leggendo il Report possiamo notare che alla domanda “Sei o sei mai stato in una relazione intima romantica?”, oltre il 50% del campione di persone asessuali risponde di sì, attualmente o in passato. Quasi il 20% del campione referisce di essere – o essere stato in passato – in una relazione intima non romantica. Questi dati possono essere interpretati in modi differenti, anche come possibile effetto della pressione sociale verso la vita di coppia.

Tuttavia, quasi il 60% del campione riferisce anche di essere aperto a future relazioni intime, pur senza cercarle attivamente nella maggior parte dei casi. Un altro dato interessante riguarda le forme relazionali: sebbene quasi la metà dei partecipanti abbia indicato la monogamia come configurazione della relazione più recente vissuta (45,9%), altre persone hanno riportato relazioni consensualmente non monogame, come il poliamore (6,4%) o le relazioni aperte (3,7%). [1]

Questo suggerisce che molte persone ace non vivano necessariamente le relazioni intime come una forzatura. Infatti, interessanti ricerche recenti confermano proprio come le persone aro-ace costruiscano forme molteplici, ricche e autentiche di relazioni intime [Mollet, A. L., Valley, S. N., & Fitzsimmons, B. (2026). Expansive Intimacies: Celebrating the Intimacy of Asexual and Aromantic People. The Journal of Sex Research, 1–15. https://doi.org/10.1080/00224499.2026.2658111]. Mollet et al (2026) mostrano proprio come le persone aro-ace (ma anche chi non lo è) possano vivere forme di “expansive intimacies” ossia relazioni di vicinanza, cura, supporto emotivo, progettualità e legami profondi al di fuori dell’allo-amato-normatività.

Torniamo quindi alla storia iniziale di Sara. L’idea che Sara debba necessariamente provare attrazione sessuale, o che la sua relazione sia incoerente, nasce proprio da una visione allonormativa e amatonormativa: dall’aspettativa cioè che una relazione “vera” debba includere attrazione sessuale e romanticismo.

Oppure dall’idea che una persona asessuale o aromantica, per definizione, non possa desiderare o vivere relazioni intime, o che tali relazioni abbiano meno valore se non includono monogamia e/o attrazione sessuale.

Inoltre, le persone dello spettro aro-ace che non vogliono vivere relazioni – o non ne hanno mai vissute – non hanno qualcosa di sbagliato né tanto meno “incontrare la persona giusta” cambierà la loro identità.

Piccolo vademecum:

“Le persone dello spettro aro-ace non sono discriminate, soprattutto se sono in una coppia” → Falso. Possono subire invalidazione, molestie, deumanizzazione, attribuzioni di “freddezza”, terapie riparative e persino stupri correttivi, indipendentemente dalla presenza di un* partner.

“Le persone dello spettro aro-ace che sono in una relazione intima sono incoerenti e mentono.” → Falso. Questa idea nasce da un assunto allonormativo e amatonormativo: che l’attrazione sessuale e il romanticismo siano un prerequisito obbligatorio per una relazione “vera”, sana o valida.

“Sei una persona aro-ace perché non hai ancora trovato la persona giusta.” → Falso. L’asessualità non è qualcosa che “si corregge” incontrando qualcuno.

“Le persone dello spettro aro-ace non possono avere relazioni sane.” → Falso. Una relazione sana si basa su consenso e molte altre variabili, non sull’obbligo di provare attrazione sessuale.

Note

[1] Vedi il Report per altri dati e un confronto con il campione non-ace

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