Viva la (s)figa. Perché “non tutte le persone asessuali sono single”?
Esiste una specie di rituale che vedo ogni volta che posto, in un gruppo aro-ace, una problematica inerente alle persone single. Le persone single vengono si chiamano famiglie monopersonali, per quanto questo sia un controsenso al quale posso arrivare anche io. Nonostante io a scuola ci sia stato meno tempo di Greta Thunberg (citando il maestro).
Sotto il post, o quello che è, una delle prime risposte è di una persona facente parte dello “spettro”, spesso attivista: “non tutte le persone asessuali sono single”.
E grazie al cazzo, penseranno i nostri giovani lettori, ma perché c’è bisogno di evidenziare ogni singola volta la cosa? Perché, seguendo lo stesso criterio, in un post dove si parla di famiglie arcobaleno, non arriva il fenomeno di turno che sentenzia “ma non tutte le persone gay e lesbiche hanno figli”. E in numero ancora minore sono state, soprattutto negli ultimi anni, le persone palestinesi nella nostra comunità.
Ci sarebbe da immaginarsi la scena “allora noi facciamo una lotta intersezionale dal basso con lu compagnu palestinesi affinché partecipino alla pride sulla nostra carra”. Qui obiettare “ma non tutte le persone Lgbtqia+ sono palestinesi”. Il rogo per l’eretico di turno che ha sovraddeterminato lu compagnu, verrà allestito nei pressi del palco del pride. Una volta che avranno deciso se e dove piazzarlo.
A parte una consueta presa per il culo dellu compagnu dellu collettivu “lu caprettu” di Campobasso, viene fuori una caratteristica delle persone, e soprattutto dei militanti di area ace: la paura di passare per sfigati. E mi si perdoni il gergo giovanilistico anni 90.
Per questo si mettono le mani avanti ad ogni incontro, certe volte anche andando un po’ oltre. “Sì, siamo asessuali, ma le persone asessuali possono comunque -parole usatissime, sulle quali Freud avrebbe molto da dire, e ci posso arrivare io, forse- essere in una relazione, e anche fare sesso, in vari modi, per varie ragioni, o masturbarsi, io ad esempio ho un sex toy viola che chiamo Luigi come il mio gatto morto tre anni fa”. E al gatto morto, l’analista si compra casa.
Perché è così difficile ammettere che la maggior parte delle persone asessuali è single? I vari sondaggi fatti negli anni danno una percentuale di single tra il 60 e il 70 percento delle persone intervistate. Certo, vanno presi in considerazione millemilacinquecento fattori.
Ma se ai quattro angoli del globo (frase detta per gli amici terrapiattisti) esce fuori un numero simile, possiamo prenderlo almeno come orientamento.
Non sarà paura della cosiddetta “sfiga”? Quella cosa per la quale, i “maschi” che non si comportano da tali (e molti, quando fanno coming out ace dicono “finalmente”), e le “ragazze” (anche a 60 anni) rischiano l’eterna immagine della “gattara” (a parte Luigi).
Magari grassa “e con gli occhiali”, come diceva mia madre quando voleva indicare una donna “non piacente”..
Ci siamo fatti mettere in testa così tanto uno standard di vita, che poi è dovuto ai noti concetti di capitalismo, colonialismo, patriarcato eccetera che pure noi che apparentemente lo rifiutiamo, cerchiamo di metterci “al sicuro”.
E si evita di parlare di solitudine, che è l’ostacolo più grande e che ogni tanto spinge qualcuno a “prendere quello che passa” per “non morire da soli”. E se non si parla di solitudine, o dobbiamo affogarla in un mare di “non tutte le persone asessuali sono single gne gne gne”, non riusciremo ad affrontare ed a risolvere certe situazioni.
La liberazione delle persone aro ace dagli stereotipi e dal bisogno, deve nascere da noi. Se il 70% di noi è single, vanno costruite delle reti di supporto. In questo modo, quel 70% sarà libero di vivere la vita che vuole vivere.
Voglio rivendicare il diritto di non dover far vedere al branco che ogni volta che passa una donna io mi giro a guardarle il culo “altrimenti sei frocio”. Voglio continuare a ruttare a tavola con estranei quando mi chiedono “lei chi è e perché è seduto al posto di mia madre?”
Rivendico il mio diritto a fregarmene di dover dare comunque delle spiegazioni su cosa faccio e come, dato che gli altri non devono spiegare niente. Non tutti gli uomini cis etero pagano una donna dicendo alla moglie che sono a fare gli straordinari e poi magari pontificano sulla famiglia tradizionale. Non tutte le donne cis etero hanno una relazione segreta con il tizio che fa le consegne della Bo Frost. E sto parlando di quello tarchiato sulla cinquantina che passa il giovedì, neanche quello biondo e belloccio che fa il giro da Pontedera.
Io non ho paura di essere “sfigato”, e quando ho provato a sentirmi qualcosa di diverso, ho finito per sentirmi un perfetto idiota.
E non ti ci voleva tanto, concluderanno quegli stronzi dei giovani lettori.
