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"Congiunti" obbligatori - carrodibuoi.it

“Congiunti” obbligatori

Anche a Roma, come a Budapest e a Varsavia si approfitta dell’emergenza #covid19 per reprimere le diversità.

Il Governo #Conte II, e la sua maggioranza (una parte importante della quale, è bene ricordare fu promotrice del terribile Ddl Pillon e fu responsabile dell’affossamento della stepchild adoption durante la discussione della legge Cirinnà sulle unioni civili), limitando le visite soltanto ai “congiunti”, va a rendere impossibili tutti quegli affetti che non corrispondano ai legami della famiglia di sangue, monogama, amatonormativa.

Si fanno diventare clandestini e di conseguenza, si puniscono, gli affetti extraconiugali, le amicizie, i rapporti di non monogamia, le relazioni non legalizzate, ed autorizzate dal timbro dello Stato, quelle a distanza, quelle #aromantiche e quelle che non vedono nel matrimonio e nella convivenza l’unico fine.

Si impone la convivenza in rapporti di coppia che ormai non hanno più ragione di essere.

Si cancellano, in nome del “divieto di assembramento”, gli spazi per le attività femministe e per la comunità #Lgbtqia+, essenziali per la vita di comunità di tutte quelle persone che nella presunta “normalità” dei rapporti “familiari” vedono una condanna, un abuso, una prigione.

Si forza il modello di famiglia che gli italiani hanno rifiutato già nel 1974 con la vittoria del “no” all’abrogazione della legge sul divorzio.

Si utilizzano terminologie vaghe, che finiranno per dare enorme discrezionalità (e confusione) a color che saranno incaricati di far rispettare la legge.

Dato che il divieto di movimento è dovuto al contagio da un virus, e non ci risultano dati che mostrino come tra familiari questo non avvenga, chiediamo una maggiore apertura nella possibilità di vivere la propria vita, di vedere i propri affetti senza alcun privilegio per i modelli di famiglia preferiti (ma spesso non praticati) dai politici di turno.

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