Come parlare (bene) dell’asessualità in pochi minuti

Su Las Estrellas, uno dei più seguiti network televisivi messicani, è andato in onda un servizio su un gruppo di asessuali locali.

Il servizio, non dice niente di non conosciuto su cosa sia o meno l’asessualità, ed è visibile a questo indirizzo: https://noticieros.televisa.com/ultimas-noticias/conapred-anexa-asexualidad-glosario-diversidad-sexual/.

Quello che salta all’occhio, è che in pochi minuti, il servizio spiega tutto.

E lo fa bene.

Nella prima parte, c’è una breve introduzione, un’intervista ai ragazzi di Asexuales México y América Latina, che raccontano la loro storia.

Da riportare, la dichiarazione di Anahì: “quando ho avuto l’opportunità, ho fatto una TAC, ho fatto test alle ovaie, analisi del sangue e analisi ormonali. Di fatto ho speso 10.000 pesos (circa 450 Euro) per sapere che stavo bene”.

A nessuno dei ragazzi viene chiesto se siano vergini o se si masturbino.

Al rientro in studio, intervista di rito al sessuologo il quale non dice scemenze, fa degli esempi calzanti su cosa voglia dire essere asessuali (anche se il paragone con l’eccitazione per la Coppa del Mondo in Russia è un’altra coltellata, ma lasciamo perdere), dice cosa sia la differenza tra astinenza sessuale, asessualità e disturbo sessuale ipoattivo.

E tutto il servizio, che include un tremendo marchettone del medico per una conferenza sulla sessuologia, dura meno di otto minuti.

Basterebbe che, le varie testate che ci chiedono servizi alquanto “originali”, alla ricerca della storia pruriginosa o comunque strappalacrime da dare in pasto al pubblico televisivo di seconda serata si limitassero non a copiare questo servizio, ma a tradurlo.

Con meno problemi da parte nostra nel trovare i “volontari” sempre meno disposti a farsi intervistare a queste condizioni, e meno problemi e spese da parte loro.

Perché il servizio della Tv messicana, dà tutta la visibilità “buona” che quella comunità potesse chiedere.

E non deve essere costato chissà che sforzo farlo in quel modo. Qualche volta, basta la buona fede.