Asessualità e femminismo: Un rapporto difficile da gestire.

I ruggenti anni ’70 insieme al femminismo hanno fatto veramente la differenza. Questo è stato un momento storico in cui si è lottato per raggiungere una piena e totale libertà sessuale. Il discorso socio politico si divideva in due fazioni:  repressione della sessualità o liberazione completa di quest’ultima. Questa battaglia continua ancora oggi, anche se i termini e i contesti sono cambiati e si sono evoluti. Ma come si approccia l’asessualità con un movimento che ha sempre avuto come suo cavallo di battaglia la sessualità?

A questa domanda a provato a rispondere Grant Shreve in un articolo pubblicato su daily.jstor.org.

The Political Provocations of Asexuality

La provocazione politica dell’asessualità è molto forte, soprattutto, nel contesto sociale attuale in cui il sesso, la sessualità e il desiderio sono praticamente alla base di molte iterazioni esterne e quotidiane.  Karli June Cerankowski e M. Milks, due studiosi femministi, hanno fatto un’importate riflessione su questo aspetto attraverso delle analisi che hanno rivelato dei punti importanti: di base il femminismo si è sviluppato sul concetto di liberazione sessuale inteso come sessualità femminile “potenziata”, Si entra in un contesto in cui si cerca di liberare l’eros che dovrebbe assumere il suo pieno potenziale. Non più represso o nascosto ma vissuto alla luce del sole. Questo però esclude totalmente il concetto di asessualità che si trova nel mezzo ad una lotta che dura da più di quaranta anni, quella che vuole limitare il concetto di sessualità fra due poli completamente opposti.

Eppure, generalmente, le persone asessuali non definiscono la sessualità in maniera negativa. Come riportato sull’articolo di Grant Shreve:

La comunità asessuale, tuttavia, non rivendica l’asessualità come orientamento superiore o preferibile agli orientamenti. In effetti, il loro desiderio di inclusione li ha portati a ripudiare le “gerarchie della pratica sessuale

Seguendo questo tipo di ragionamento si potrebbe tranquillamente pensare che asessualità e femminismo possano trovare dei solidi punti di incontro. Invece, anche in alcune delle femministe più aperte, c’è ancora la credenza che sia meglio essere sessuali. Le persone asessuali vengono quindi, per lo più, tollerate e non accettate completamente da molti  femminismi. Questo perchè c’è la tendenza a credere che nell’asessualità ci sia una negazione della sessualità nello stesso modo in cui il patriarcato nega il piacere femminile.

L’asessualità NON è negazione o celibato

La Credenza che l’asessualità sia negazione, repressione e che sia un blocco della sessualità porta a questo tipo di approccio da parte di alcuni gruppi femministi. Anche se ultimamente l’attivismo asessuale si è fatto più capillare e più esplicativo certi luoghi comuni, duri a morire, permangono. Come riportato nell’articolo di Grant Shreve le persone più critiche verso la asessualità Cercano di demotivare chi si definisce di questo orientamento per evitare che le persone si etichettino in maniera affrettata, dimenticando che il diritto all’autodeterminazione, lo sviluppo della personalità e anche la possibilità di autodefinirsi nuovamente sono sacrosanti è legittimi.

-Thuban