AltroPride, la prima volta non si scorda mai. Grazie a tuttə!
Abbiamo riposto i cartelloni, ripiegato le bandiere, spento il microfono, lasciato il nostro angolino in Piazza Duca d’Aosta a Milano più pulito di come lo avevamo trovato. Ma quello che è successo il 17 ottobre 2026, con la prima edizione di AltroPride, non finisce con una giornata in piazza.
L’impegno della comunità
Organizzare un evento del genere per la prima volta non è stato semplice. Sarebbe stato impossibile senza chi ha partecipato, anche arrivando da lontano, senza le associazioni e le persone attiviste, senza chi ha pubblicizzato l’iniziativa sui social, chi ha contribuito alla raccolta fondi, chi si è fermato anche solo per ascoltare.
AltroPride è stato costruito con le energie, il tempo, le risorse di una comunità, che non può contare su grandi finanziamenti o sponsor, ma può contare sulle persone. E questa, certo, è la cosa più bella da portarsi a casa.
Le rivendicazioni
AltroPride voleva essere una manifestazione, per dare voce alle persone asessuali e aromantiche. Ma, al centro, c’è stata una critica riguardante l’intera società. Abbiamo rivendicato maggiore riconoscimento per le famiglie scelte, le relazioni non monogame, le reti di cura costruite attraverso l’amicizia; politiche abitative che non penalizzino le persone single; possibilità di accesso alla genitorialità anche per chi non vive in coppia; una formazione sanitaria adeguata, capace di contrastare la patologizzazione dell’asessualità e i pregiudizi sull’aromanticismo.
Abbiamo riflettuto anche su una questione, che riguarda il movimento LGBTQI+. Le istanze asessuali e aromantiche non possono essere considerate secondarie, da rimandare a quando saranno più comprensibili o accettabili per il pubblico. I diritti non si difendono, selezionando le identità più facili da riconoscere, ma riconoscendo pari dignità a tutte le esperienze.
Il lavoro continua
AltroPride ha voluto essere questo: non solo una testimonianza di esistenza, quanto uno spazio di incontro, confronto, riflessione ed elaborazione politica. Costruito da e per una comunità bellissima.
Tutto è stato riposto, ma le rivendicazioni restano. Perché il punto non è convincere tuttə a vivere allo stesso modo: è fare in modo che nessunə si senta sbagliatə, invisibile, meno tutelatə per il modo in cui ama, non ama, costruisce relazioni o sceglie la propria famiglia.
La prima edizione di AltroPride è finita. Il lavoro per dare spazio e diritti a tutte le istanze continua.
