17 Agosto 2026
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Polonia. Veto ai contratti di convivenza, nuovo stop ai diritti Lgbtqia+

Le tensioni in Polonia tra il Presidente ultraconservatore della Repubblica Karol Nawrocki e il Primo Ministro europeista Donald Tusk tornano a colpire i diritti LGBTQIA+. Il 17 Luglio 2026, il Capo dello Stato ha posto il veto alla “Legge sullo status della persona più vicina in una relazione e sul contratto di convivenza”.

I compromessi arenati

Il governo liberale ha cercato più volte di introdurre tutele per le coppie non sposate attraverso compromessi: no a matrimonio, adozioni, tutele per i figli; solo contratti di convivenza con diritti limitati (accesso ai dati medici, esenzione dalle imposte di successione, dichiarazione dei redditi congiunta, comproprietà dei beni, congedi per assistenza e decisioni sulla sepoltura).

Il primo tentativo è stato bocciato nell’Ottobre 2025 dal Presidente Nawrocki, secondo il quale la legge creava un’alternativa incostituzionale al matrimonio tra uomo e donna.

La Corte di Giustizia UE sui matrimoni tra persone dello stesso sesso

Una spinta decisiva è arrivata per via giudiziaria. Il 25 Novembre 2025, la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-713/23) ha stabilito che il rifiuto della Polonia di trascrivere i matrimoni egualitari celebrati all’estero violasse il Diritto Europeo. Pur non imponendo il matrimonio egualitario, la Corte ha stabilito che, se uno Stato trascrive i matrimoni celebrati all’estero, deve farlo anche per quelli tra persone dello stesso sesso.
Nel Marzo 2026, la Corte Suprema Amministrativa polacca ha recepito la pronuncia, creando un precedente vincolante per gli uffici di stato civile del Paese.

“Wetomat”

Parallelamente alla via giudiziaria, il governo Tusk ha tentato la via legislativa con un testo ridotto, frutto di un’intesa tra centristi e Nuova Sinistra. La normativa, poi approvata, ha istituito nuovi contratti di convivenza.

Nonostante una larga fetta della popolazione polacca (il 62,1% degli intervistati da Centrum Badania Opinii Społecznej) sostenesse questo compromesso, il Presidente Nawrocki ha posto un nuovo veto, definendo la legge un “quasi-matrimonio”.

Tusk ha accusato Nawrocki di “disprezzo verso le persone”, ma la sua coalizione in Parlamento non ha la maggioranza dei tre quinti, per superare il veto. Invece, il Capo di Stato continuerà verosimilmente l’ostruzionismo, che gli è valso il soprannome di “Wetomat” (bancomat di veti) da parte del quotidiano Gazeta Wyborcza. Una strategia che paralizza l’azione legislativa ben oltre la questione dei diritti LGBTQIA+.

La Polonia continua a non offrire riconoscimenti legali alle unioni diverse dal matrimonio convenzionale.

Oltre la coppia romantica?

Alcuni giornalisti italiani hanno presentato il progetto polacco come una misura non riservata solo a partner romantici, ma anche amici, vicini di casa, familiari. Cosa che sarebbe stata un’innovazione radicale: il riconoscimento delle comunità di vita e di solidarietà volontaria; il superamento dell’amatonormatività, ossia l’idea che solo la relazione romantica meriti tutela giuridica. Nulla di tutto ciò. Il testo della legge, facilmente consultabile in Internet, faceva riferimento solo a due adulti “conviventi in una relazione”.

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