14 Settembre 2026
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Medicina e asessualità : come i libri di testo alimentano stereotipi dannosi

Stavo studiando il capitolo sulle emozioni per l’esame di fisiologia medica. In quel momento mi sono imbattuto in una frase che non solo discrimina noi asessuali, ma insegna a futuri esperti in medicina falsità e stereotipi sull’asessualità.

“Come sottolinea giustamente il filosofo D. von Hildebrand (1889-1977) […] Al contrario, una sensazione dolorosa, il gusto di un cibo, un odore o una pulsione sessuale non sono mai, almeno in soggetti sani, percepiti come affettivamente ‘neutri’. Tale riscontro è comunemente spiegato se si considera che si tratta di sensazioni fondamentali per la sopravvivenza.”

Questo implica che solo se provi attrazione sessuale puoi essere considerato sano, e se non la provi sei malato. Questa frase porta con se una narrazione che da sempre ha oppresso noi persone asessuali. Legittima gli stupri correttivi, alimenta i pregiudizi dannosi come il “non aver trovato la persona giusta”. Favorisce il ricorso alle cosiddette “terapie di conversione” da parte della stessa comunità medica che questo libro vuole istruire. 

E, come se non bastasse, questa frase violentemente discriminatoria è giustificata dal fatto che “la pulsione sessuale è necessaria per la sopravvivenza e l’evoluzione”. Ma sì, riduciamo le persone a organismi modellati puramente per la sopravvivenza, e non a vite che dovrebbero vivere la loro vita.

La comunità medica ad oggi poco informata sulla asessualità. Tanto che noi persone asessuali facciamo fatica ad ottenere dell’assistenza sanitaria sicura e priva di discriminazioni. E questo problema parte proprio da queste frasi, perché legittimano pregiudizi sull’asessualità mascherandoli per “fatti scientifici”. I futuri medici, che quasi sempre non sono informati sull’asessualità, appena studiano queste frasi dal libro di testo, assorbono questi pregiudizi e li considerano fatti scientifici. E questo porta a loro a diventare medici intrisi di pregiudizi sull’asessualità.

Permettere queste affermazioni è inaccettabile. Se si vuole rendere la medicina inclusiva per tutte le persone LGBTQIA+ bisogna iniziare a rimuovere queste disinformazioni e a informare per bene gli studenti sulle identità non etero e non cis.

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