Asessualità e kink non si “escludono” a vicenda
Nel dibattito pubblico sull’asessualità, una delle semplificazioni più diffuse (e sbagliate) continua a essere quella che riduce l’esperienza ace a un rifiuto totale del sesso, del desiderio e dell’intimità.
È su questo punto che interviene un articolo firmato da Sophie Gusenko e pubblicato su Siegessäule, rivista queer di Berlino, datato 6 aprile 2026, in occasione della Giornata internazionale dell’asessualità (IAD).
Il testo prende posizione contro una lettura rigida dell’asessualità e insiste su un punto preciso: asessualità e pratiche kink non si escludono a vicenda. Secondo Gusenko, l’idea che tra le due cose ci sia una contraddizione nasce da una comprensione ridotta dell’esperienza ace.
L’intervento parte anche da una coincidenza simbolica: a Berlino, lo IAD cade nello stesso giorno della Easter Fetish Week. Da qui, Gusenko costruisce una riflessione che sposta il focus dal pregiudizio verso le persone ace alla semplificazione con cui spesso si racconta la questione. L’asessualità viene ancora trattata troppo spesso come un problema, una mancanza o una condizione da spiegare con traumi, relazioni tossiche, farmaci o inesperienza, invece che come un orientamento sessuale valido.
Questo schema produce poi anche un altro effetto: rende invisibile quanto sia, in realtà, variopinto lo spettro ace. Per questo risulta ancora sorprendente l’idea che possano esistere persone asessuali che vivono il sesso o praticano il kink, quando è invece si tratta di un pregiudizio, dovuto ad una lettura troppo stretta delle relazioni tra corpo, attrazione e intimità.
Nel commento, Gusenko lega questa riflessione anche alla propria esperienza e spiega di essersi inizialmente tenuta a distanza dal dichiararsi ace proprio per il peso dello stigma. Il successivo coming out, scrive, è stato anche un modo per opporsi a quell’immagine semplificata.
Esiste infine una distinzione che il discorso pubblico spesso cancella: quella tra attrazione sessuale, libido, piacere, bisogno e intimità. Confondere questi piani produce una lettura falsata sia dell’asessualità sia della sessualità in generale. Vicinanza e intensità non nascono per forza dall’attrazione sessuale verso un’altra persona. Il kink non è quindi una smentita dell’identità ace e diventa una delle forme possibili attraverso cui alcune persone vivono contatto, relazione e piacere.
Sophie Gusenko è una scrittrice, filmmaker e community builder che vive a Berlino. È autrice di Queerdenkende e Hyper statt Aktiv. Ha creato Ace Up My Sleeve, un progetto insieme cinematografico e comunitario dedicato alla visibilità dell’asessualità e delle vite queer. È inoltre la firma di Asexual Slut, memoir in inglese pubblicato nel 2025. Sta svolgendo un percorso legato agli studi in scienze della comunicazione, al cinema e agli ambienti della nightlife queer.
