Rapporto Glaad: solo due personaggi ace nelle serie tv
Nell’edizione 2025 del suo consueto rapporto Where We Are On TV dedicato alla rappresentazione delle identità Lgbtqia+, nella stagione televisiva statunitense 2024-2025, GLAAD fotografa un panorama che, pur crescendo nei numeri, vede questa crescita avvenire in modo asimmetrico. Ad esempio, non sono presenti nuovi personaggi asessuali nelle opere di finzione andate in onda nelle tv americane generaliste, nei servizi via cavo e nei servizi di streaming.
Il monitoraggio svolto da GLAAD copre tutte le serie uscite in prima serata su TV generalista, cavo e piattaforme di streaming che abbiano avuto una nuova stagione tra giugno 2024 e maggio 2025. Il dato complessivo è in leggero aumento: 489 personaggi Lgbtqia+, ventuno in più rispetto all’anno precedente. Un incremento che, però, non si traduce automaticamente in un ampliamento dell’inclusione, perché il rapporto mostra in modo chiaro come alcune identità continuino a essere poco o per nulla rappresentate.
Nella TV generalista americana, nelle serie andate in onda l’ultimo anno, non compare alcun personaggio asessuale. Lo stesso accade sulle reti via cavo.
Esistono due personaggi in altrettante serie Netflix: Isaac Henderson, uno dei protagonisti di Heartstopper, e di Viktor, personaggio di Arcane. Erano entrambi, però, già presenti gli anni passati, e la loro presenza non può certo coprire la cancellazione di altri personaggi, o delle serie che li ospitavano. In totale, tra 372 personaggi Lgbtqia+ presi in considerazione da Glaad nelle serie via streaming, quelli asessuali sono lo 0,5%.
La rappresentazione di tutte le identità Lgbtqia+ risulta inoltre instabile: il 41% dei personaggi di questa stagione non tornerà nella successiva, principalmente per cancellazioni dei personaggi o fine della serie.
Come è accaduto ai personaggi asessuali, è diminuita la visibilità dei personaggi bisessuali, esiste un solo personaggio con HIV e sono quasi scomparsi quelli con disabilità.
Al contrario, alcune categorie crescono: la rappresentazione delle persone transgender, per esempio, registra un aumento significativo, con nove personaggi in più rispetto all’anno precedente.
Secondo Glaad, ci sono quindi progressi, ma in modo non uniforme.
La presidente Sarah Kate Ellis ha ricordato, presentando il rapporto che “questo studio ci consente di identificare i vuoti nell’inclusione in televisione e di creare indicazioni concrete e prioritarie per il cambiamento”, ed ha sottolineato come “le storie Lgbtqia+ abbiano un potere fondamentale ora più che mai: è essenziale che le nostre vite siano riflesse sullo schermo, contrastando la disinformazione e i discorsi dannosi che procedono senza controllo”.
L’appello di Ellis invita l’industria a colmare i vuoti e a non limitarsi a contare i personaggi, ma a interrogarsi su chi rimane escluso. In questo quadro, l’asessualità continua a essere una delle identità più invisibili del panorama televisivo contemporaneo.
