Asessuali al pride da dieci anni, ma la polemica va avanti - carrodibuoi.it

Asessuali al pride da dieci anni, ma la polemica va avanti

Nel penultimo podcast del collettivo abbiamo parlato della sempre più numerosa e crescente presenza asessuale ai pride. In questo articolo, farò un po’ la genesi delle partecipazioni di gruppi asessuali ai pride, e le prospettive future di questo fenomeno in costante crescita.

La prima rappresentanza ad un pride di asessuali sfilò a San Francisco nel 2008, da li in poi diverse delegazioni asex, si susseguirono diverse delegazioni, nel 2014 per esempio fu la prima volta di un gruppo organizzato asex ad un pride italiano cioè al pride di Miano.

Oggi in tutta Italia, ci sono numerose partecipazioni ai pride, nel 2018 saranno tre i Pride a cui prenderanno parte gli asex: Novara, Siena e Milano, ma non viene chiusa la porta ad altre, possibili partecipazioni. Anche al sud, lo scorso anno ci fu una delegazione asex al pride di Cosenza.

Ma cosa spinge gli asex ha partecipare ai pride? In primo luogo per far vedere che una minoranza c’è esiste e rivendica con orgoglio il proprio modo di essere, in seconda battuta per solidarizzare e creare rapporti con il resto della comunità LGBTQIA+ , infine per chiedere maggiori diritti e tutela per tutta la comunità asex e non.

Cosa spinge invece molti asex ad essere riluttanti verso i pride? Il fatto, a detta loro, di non dover spartire nulla con la comunità LGBT+, di vedere il pride come una semplice sfilata e che i diritti si acquisiscono sul campo con le lotte.

Insomma il dibattito è accesso, e noi come collettivo, siamo consapevoli che una visione unitaria è lontana.

Consci di questo però sappiamo l’importanza dei pride a tutte le latitudini, che solo rivendicando l’orgoglio di esistere e facendolo tutti insieme si può arrivare alle istituzioni, oggi più che mai importante con una classe politica sorda, incapace di difendere i propri cittadini dalle discriminazioni e dai i diritti non ancora ottenuti.