18 Gennaio 2026
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Roskomnadzor blocca Roblox in Russia per “propaganda Lgbt”

La decisione di bloccare Roblox in Russia si inserisce in una linea ormai consolidata di repressione della visibilità LGBTQIA+ sul web. Il 3 dicembre, come riportato da Reuters, l’autorità delle comunicazioni russa Roskomnadzor ha oscurato l’accesso alla piattaforma statunitense accusandola di diffondere “materiali estremisti” e soprattutto “propaganda LGBT”.

Si tratta di una formula che negli ultimi due anni è diventata lo strumento principale con cui il governo russo limita contenuti culturali, educativi o comunitari legati alle persone queer.

Secondo AFP, Roskomnadzor sostiene che Roblox ospiterebbe “contenuti inappropriati” in grado di danneggiare “lo sviluppo spirituale e morale dei bambini”, includendo espliciti riferimenti a presunti episodi di adescamento e violenza. Radio Free Europe riprende una versione ulteriormente ampliata delle accuse, nelle quali ricorrono concetti come “propaganda LGBT”, “giustificazione di attività estremiste” e “incitamento alla violenza”. La piattaforma non ha commentato, mentre gli utenti russi hanno segnalato problemi di accesso già dalle prime ore della giornata.

Roblox non è un videogioco tradizionale, ma una piattaforma che permette a chiunque, anche a utenti giovanissimi, di creare giochi propri e di esplorare quelli creati da altri. Si tratta quindi di un ambiente vastissimo, composto da milioni di mondi differenti, con stili e livelli di complessità molto variabili. La sua natura aperta lo ha reso una delle piattaforme più popolari tra bambini e adolescenti a livello globale. Secondo AFP, circa il 40% degli utenti della piattaforma nel 2024 avrebbe meno di 13 anni.

Per capire il contesto politico del provvedimento, occorre tornare alla legislazione approvata negli ultimi anni. Nel 2022 la Duma ha esteso a tutta la popolazione il divieto di “propaganda di relazioni non tradizionali”, impedendo la diffusione di qualunque contenuto positivo o neutrale riguardante persone LGBTQIA+. Nel 2023, come ricorda Reuters, il passo successivo è stato la designazione del cosiddetto “movimento LGBT internazionale” come organizzazione estremista. Questa classificazione -equiparabile a quella riservata a gruppi terroristici- consente allo Stato di aprire procedimenti penali non solo contro attivisti e associazioni, ma anche contro singoli individui accusati di “partecipare” o “sostenere” un’entità che, di fatto, non esiste come organismo strutturato. Da allora, sono aumentate le indagini e i rischi giudiziari per chiunque esprima sostegno pubblico alla comunità queer.

Nel quadro di questa normativa, la chiusura di Roblox non appare come un episodio isolato ma come una tappa ulteriore del percorso di censura digitale messo in atto da Roskomnadzor.

Negli ultimi mesi l’autorità ha ordinato modifiche a servizi come Duolingo, accusato di contenere riferimenti a “relazioni non tradizionali”, e ha minacciato restrizioni contro WhatsApp e Telegram. L’obiettivo teorico è “proteggere i minori”; quello cercato è creare un ambiente sempre più privo di qualsiasi rappresentazione legittima delle identità LGBTQIA+.

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