31 Ottobre 2026
Articoli Asessuali

Passaporti USA: i controlli riguardano anche cisgender e cittadinә europeә

«Anche se voi vi credete assolti / Siete lo stesso coinvolti».

Cantava Fabrizio De André in “Canzone del maggio”.

La vicenda dei passaporti statunitensi mostra che le decisioni di un governo possono avere effetti oltre i confini nazionali e coinvolgere anche chi si sente al sicuro. Riguarda i passaporti e l’identità di genere, oltre che i diritti civili, la libertà di viaggiare, il potere delle amministrazioni di decidere quali dati riportare sui documenti. I controlli possono, infatti, coinvolgere anche persone, che non hanno mai modificato la propria identità anagrafica.

Il 2 ottobre 2026, il Dipartimento di Stato statunitense ha pubblicato una versione aggiornata delle linee guida amministrative sui marcatori di sesso nei passaporti. Precisazione: non ci sono modifiche nella politica sui passaporti introdotta nel gennaio 2025; il 2 ottobre, è avvenuta la pubblicazione di istruzioni operative dettagliate sui controlli da effettuare; una documentazione ora disponibile [1].

Esaminando la quale, si evincono conseguenze potenziali non soltanto per le persone transgender, ma anche per cittadinә cisgender statunitensi e, attraverso procedure diverse, per cittadinә europeә che intendano viaggiare, studiare o lavorare negli Stati Uniti.

Politica USA sui passaporti

Per comprendere la portata della novità, bisogna tornare al 20 gennaio 2025. In quel giorno, il Presidente Donald Trump ha firmato l’ordine esecutivo 14168, intitolato “Defending Women from Gender Ideology Extremism and Restoring Biological Truth to the Federal Government” [2] (un titolo, un programma); documento che ha stabilito l’indirizzo politico dell’amministrazione sul riconoscimento del sesso nei documenti federali.

Il documento ha imposto una linea politica rigida sui passaporti:

– Lo stop al genere eletto, ossia l’impossibilità di scegliere un marcatore di sesso diverso da quello biologico della nascita.

– L’abolizione del marcatore X, ovvero l’eliminazione della terza opzione (X) destinata alle persone non binarie o intersex [3].

Nonostante i ricorsi legali, nel novembre 2025, la Corte Suprema ha consentito all’amministrazione di applicare la misura durante il contenzioso, sospendendo l’efficacia dell’ingiunzione che ne bloccava l’attuazione [4].

Cos’è successo il 2 ottobre 2026

È stata pubblicata la nuova versione della sezione 8 FAM 403.3 del “Foreign Affairs Manual” [1], il manuale amministrativo del Dipartimento di Stato, che esplicita gli indicatori da valutare e le verifiche successive. Fra questi, figurano:

– il campo relativo al sesso lasciato in bianco, alterato o cancellato;

– un certificato di nascita modificato;

– un cambio di nome disposto da un tribunale;

– la presenza di altri nomi dichiarati associati all’altro sesso;

– il rinnovo anticipato di un passaporto ancora valido con più di due anni di validità residua e con pagine per i visti sufficienti;

– i dati discordanti sul sesso all’interno di banche dati commerciali.

Se emerge anche solo uno di questi segnali, la burocrazia deve avviare controlli incrociati su archivi storici e sistemi informativi.

Persone transgender: identità, dignità e diritti civili

L’impatto più duro ricade sulla comunità transgender.

Se il documento riporta un marcatore di sesso diverso da quello corrispondente alla propria identità di genere, la persona può essere costretta a utilizzare un documento, che non la rappresenta. Inoltre, quando il passaporto è presentato durante un controllo, la discrepanza può portare a domande invasive e necessità di rivelare informazioni personali.

Non è problema simbolico: il passaporto è uno strumento di identificazione utilizzato durante i viaggi e in diverse procedure amministrative; se le informazioni riportate espongono lә titolare a controlli supplementari o a situazioni umilianti, il documento stesso può trasformarsi in una fonte di disagio [5].

Nelle carte del procedimento giudiziario, si leggono testimonianze di ritardi nel rilascio dei documenti, richieste continue di documenti integrativi, discriminazioni percepite durante i controlli di sicurezza, sospetti di falsificazione [6]. Tra i rischi denunciati, vi è anche la rivelazione involontaria della propria identità transgender ogni volta che il documento è utilizzato, per viaggiare o identificarsi [7].

Motivando la propria opinione dissenziente rispetto alla decisione della Corte Suprema nel novembre 2025, anche la Giudice della stessa Corte Ketanji Brown Jackson ha evidenziato proprio i rischi di umiliazione, discriminazione e controlli invasivi, potenzialmente derivanti dall’utilizzo di documenti non coerenti coll’identità della persona [4].

La questione riguarda, quindi, il riconoscimento dell’identità personale, l’uguaglianza davanti alla legge, la dignità e le garanzie contro decisioni amministrative arbitrarie. Naturalmente, non è che ogni verifica comporti una violazione dei diritti: le amministrazioni devono potere accertare l’identità dei richiedenti. Il problema è capire se i criteri impiegati siano proporzionati e applicati senza discriminazioni e se le persone abbiano gli strumenti adeguati, per fare ricorso. È su questo terreno che la controversia sui passaporti diventa una questione di diritti civili.

I controlli riguardano anche lә cisgender statunitensi

Uno degli aspetti meno evidenti della procedura è che queste regole sui passaporti USA possono penalizzare anche cittadinә statunitensi cisgender, cioè la cui identità di genere corrisponde al sesso loro assegnato alla nascita.

Queste persone potrebbero essere sottoposte a verifiche aggiuntive in caso di rinnovo anticipato o discrepanze anagrafiche, come quelle dovute a errori materiali nei database o a correzioni legali del certificato di nascita.

Qual è il rischio? Non necessariamente il diniego del passaporto: anche verifiche, che non rilevano alcuna modifica del marcatore di sesso, possono tradursi in ulteriori oneri amministrativi, costi e tempi d’attesa. Una procedura concepita per individuare determinate modifiche potrebbe, quindi, gravare anche su persone che non le hanno mai effettuate [8].

Cittadinә europeә: difficoltà per viaggi, studio e lavoro negli Stati Uniti

I parametri statunitensi non modificano i documenti europei: un passaporto europeo resta disciplinato dalle norme dello Stato che lo ha emesso.

Per chi viaggia verso gli Stati Uniti, tuttavia, le conseguenze possono emergere nell’esame delle domande di visto e nel rilascio delle autorizzazioni di viaggio. Le persone transgender e non binarie europee con documenti discordanti rispetto ai criteri adottati dalle autorità statunitensi potrebbero affrontare richieste di documentazione integrativa e complicazioni prima della partenza [9].

In questo contesto, diversi Paesi europei hanno aggiornato le proprie raccomandazioni di viaggio. Il sito del Ministero degli Esteri irlandese raccomanda allә transgender di contattare l’Ambasciata USA prima di compilare l’ESTA [10]; Danimarca e altri Paesi UE hanno aggiornato i portali istituzionali con avvisi di viaggio specifici, per evitare le possibili difficoltà prima della partenza o all’ingresso [11].

La sola identità transgender o non binaria non comporta automaticamente il diniego di un visto; l’esito dipende dal caso individuale e dalla documentazione disponibile. Queste procedure possono, però, aumentare incertezza, oneri burocratici e costi anche per chi viaggia con un passaporto europeo, oltre a incidere sulla riservatezza delle persone [12].

«Siete lo stesso coinvolti»: il problema oltre i passaporti

La vicenda mostra come la politica amministrativa produca effetti, che toccano tuttә, nessunә esclusә.

Certo, i rischi non si sono già tutti concretizzati: occorre distinguere le disposizioni documentate, le esperienze riferite nei procedimenti giudiziari, gli effetti potenziali da quantificare con ulteriori dati.

Ma resta la vera domanda: fino a che punto un’amministrazione può utilizzare informazioni anagrafiche e banche dati commerciali, per verificare l’identità di una persona, senza imporle oneri sproporzionati o esporla a discriminazioni?

La risposta non riguarda solo il contenuto del passaporto: riguarda il rapporto tra potere pubblico e individuo, esigenze amministrative e diritti civili, sicurezza pubblica e rispetto della dignità individuale.

Ecco il verso di De André: possiamo anche girare lo sguardo, quando un’altra categoria di persone è colpita; eppure, restiamo tuttә coinvoltә.

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Fonti e documenti

[1] https://fam.state.gov/fam/08fam/08fam040303.html
Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Foreign Affairs Manual, 8 FAM 403.3 — Sex Markers. Versione con data di aggiornamento 2 ottobre 2026. Fonte primaria per i criteri di verifica e le procedure amministrative. Il nuovo testo che descrive gli indicatori di una precedente modifica del marcatore di sesso e le verifiche successive sulle banche dati; specifica anche che i singoli indicatori, considerati isolatamente, non costituiscono prova di una precedente modifica.

[2] https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2025/01/defending-women-from-gender-ideology-extremism-and-restoring-biological-truth-to-the-federal-government
Casa Bianca, Executive Order 14168 — Defending Women from Gender Ideology Extremism and Restoring Biological Truth to the Federal Government, 20 gennaio 2025.

[3] https://travel.state.gov/en/passports/apply/unique-needs/sex-markers.html
Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, Sex Markers in Passports. Pagina ufficiale sulla politica dei marcatori di sesso nei passaporti e sui ritardi, che possono interessare alcune domande.

[4] https://www.supremecourt.gov/opinions/25pdf/25a319_i4dj.pdf
Corte Suprema degli Stati Uniti, Trump v. Orr, 6 novembre 2025. Decisione sulla richiesta di sospensione dell’ingiunzione preliminare; il documento contiene anche l’opinione dissenziente della Giudice Ketanji Brown Jackson e riferimenti agli effetti denunciati dallә ricorrenti.

[5] https://www.hrw.org/news/2025/11/10/us-supreme-court-allows-discriminatory-passport-rule
HRW richiama un’indagine di Advocates for Trans Equality su circa 84.000 adulti transgender: il 22% ha riferito molestie, aggressioni o diniego di servizi in situazioni, in cui i documenti in genere non corrispondevano alla propria espressione di genere.

[6] https://www.reuters.com/world/us-supreme-court-allows-trumps-passport-policy-targeting-transgender-people-2025-11-06
Riferisce alcune conseguenze denunciate: accuse di presentare documenti falsi, controlli di sicurezza aggiuntivi e possibili fermi.

[7] https://www.aclu.org/cases/orr-v-trump
ACLU rappresenta le persone ricorrenti: è fonte diretta sulla loro posizione e sui documenti che pubblica, non un osservatore indipendente.

[8] https://epic.org/documents/epic-comment-to-department-of-state-on-notice-of-proposed-information-collection-u-s-passport-application-renewal-application-and-limited-passport-replacement-for-eligible-individuals
EPIC – Electronic Privacy Information Center segnala che cittadinә USA naturalizzatә e non transgender potrebbero non avere accesso al certificato di nascita originale o disporre di certificati privi dell’indicazione del sesso; anche per queste persone, l’accertamento richiesto può comportare ulteriori oneri documentali.

[9] https://travel.state.gov/content/travel/en/us-visas/visa-information-resources/forms/ds-160-online-nonimmigrant-visa-application/ds-160-faqs.html
Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, per le domande di visto, richiede di indicare nel modulo il sesso alla nascita, anche quando il passaporto riporta un marcatore diverso o una X.

[10] https://www.ireland.ie/en/dfa/overseas-travel/advice/united-states-of-america
Dipartimento degli Affari Esteri d’Irlanda, United States of America — Travel Advice. Indicazioni ufficiali per i cittadini irlandesi transgender, che devono compilare domande ESTA o di visto.

[11] https://apnews.com/article/c0b533a72f2b22b438e6a4077889fefb
Associated Press, Denmark advises transgender people to contact US Embassy before traveling to the United States. Resoconto sulle avvertenze di viaggio aggiornate da alcuni Paesi europei nel 2025.

[12] New Visa Rules Target Transgender Individuals: Considerations for Employers and Educational Institutions, Husch Blackwell, 25 marzo 2025.
L’analisi discute possibili richieste di documentazione aggiuntiva, compresi certificati di nascita e ritardi, che possono incidere su viaggi di lavoro, studio e ricerca; distingue, inoltre, la direttiva consolare sui visti dal Visa Waiver Program.

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