Glossario Emma
E così anche lei se n’è andata. Se ne sono andati la voce un po’ nasale, che analizzava la politica italiana e internazionale; la perenne sigaretta e i turbanti; la brusca gentilezza nelle ospitate televisive e gli interventi parlamentari lucidi e competenti.
Se n’è andato un modo peculiare di stare al mondo.
Perché è “facile” ricordare le persone per ciò che hanno fatto; è biografia e, a scriverne una, sono bravə tuttə. Ma ci sono persone, che risulta più naturale ricordare per il modo, in cui hanno scelto di vivere. Tipo, appunto, Emma Bonino.
Non è stata una santa e si sarebbe scansata dall’esserlo. Non è stato tutto condivisibile quanto ha detto e fatto. Ma quel senso di vertigine, che moltə provano ora davanti al vuoto che ha lasciato, è legato alla consapevolezza che, ad andarsene oggi, è stata una grande mente. Una combattente, che ha speso una parte enorme della propria vita, per allargare gli spazi di libertà di tuttə noi. Una persona dalla caratura intellettuale fuori dal comune e difficile da emulare.
Se si vuole leggere una biografia della donna, basta collegarsi a un qualsiasi quotidiano on line: adesso, è tutto un profluvio di “coccodrilli”, un pienone di elogi e frasi fatte; anche da parte di chi, fino a ieri, l’avrebbe buttata giù dalla torre.
Invece di affibbiarle aggettivi da agiografia, vorrei provare a comporre un “glossario”, che comprenda il lessico delle sue qualità umane e politiche. Non qualcosa di descrittivo e museale, ma che valga come “prontuario” per chi resta. Perché una persona come Emma Bonino si onora, provando a capire che cosa, della sua vita e della sua maniera di stare al mondo, possiamo portare con noi.
Antiautoritarismo e Disobbedienza
Dalla contestazione giovanile fino agli ultimi interventi pubblici, Emma Bonino ha sempre dichiarato di diffidare di ogni potere che umiliasse la libertà: partitocrazia, autoritarismi, fondamentalismi. Ha sempre rivendicato la necessità di disobbedire, quando una regola fosse ingiusta; di infrangerla, se necessario, invece di subirla in nome dell’obbedienza.
Perché non tutto ciò che è legale è giusto e non tutto ciò che è imposto dall’autorità merita obbedienza. E perché non ci vuole poi molto, affinché l’obbedienza diventi complicità.
Audacia e Coraggio civili
Entrambi, perché in Emma Bonino sono brillati entrambi: sia l’audacia di agire con prontezza, spingendosi oltre i limiti convenzionali e sfidando la morale dominante in modo diretto e pubblico; sia la capacità morale e fisica di affrontare le conseguenze delle proprie idee e dei propri princìpi, anche quando ciò comportava sfidare convenzioni e istituzioni.
Scioperi della fame, arresti, proteste, presenza nelle situazioni di crisi, esposizione personale: poche persone avrebbero messo il corpo e la reputazione al servizio di cause impopolari, sfidando opposizioni culturali e istituzionali.
Autonomia e Dignità
Emma Bonino è stata, anzitutto, indipendente: dagli schieramenti, dalle mode, dal conformismo, talvolta persino dal suo stesso campo politico. Non sembrava mai appartenere del tutto a un movimento, nemmeno quando ne faceva formalmente parte. Prima, veniva la coscienza propria; poi, la disciplina di partito.
Forse, è stato questo il filo più importante che ha unito le sue battaglie: la dignità dell’individuo come criterio superiore alle convenienze politiche.
Coerenza
Non il non cambiare mai idea, ma adottare alcuni princìpi etici imprescindibili: libertà individuale, diritti, laicità, europeismo, dignità della persona, giustizia internazionale. E usarli, per mantenere la rotta anche in ruoli diversi: attivista, parlamentare, commissaria europea, ministra.
Donna e Femminismo
Non soltanto è stata una delle donne più importanti della storia repubblicana, ma ha contribuito a ridefinire il ruolo delle donne in politica. Non rassicurante, materna, accomodante, presentabile, come si pretendeva e si pretende ancora che una donna sia. Emma Bonino ha dimostrato che non era necessario scegliere tra essere donna ed essere una combattente politica. Non ha dovuto rendersi più rassicurante, per essere autorevole.
Anzi, non ha chiesto affatto il permesso di essere autorevole; soprattutto, non ha mai pensato che, per esserlo, si dovesse diventare meno donna.
La sua vita politica è stata militante, agita sul campo, a sporcarsi le mani nel vero senso della parola. Non ha scandito parole d’ordine, ma ha dato vita a leggi, servizi, reti: dal CISA (Centro Informazione su Sterilizzazione e Aborto) alle politiche contro le mutilazioni genitali femminili, fino all’impegno internazionale di «Non c’è pace senza giustizia».
Europeismo e Internazionalismo
L’idea che i confini nazionali non siano il limite della politica; che l’Europa sia spazio di diritti e regole, non solo mercato; più ancora, che la politica sia una dimensione necessariamente transnazionale.
Del resto, il Partito Radicale era “Transnazionale”, proprio perché voleva essere un’esperienza politica senza una patria esclusiva, capace di mettere insieme persone di Paesi diversi attorno a obiettivi comuni: diritti umani, democrazia, pace, giustizia.
Dalle crisi dei Balcani e dei Grandi Laghi agli osservatori elettorali, dalle campagne contro la pena di morte alla battaglia per una giustizia penale internazionale, l’azione di Emma Bonino ha ribadito un concetto chiave: i diritti o sono universali o non sono diritti; la libertà di una persona, ovunque viva, riguarda anche noi.
L’internazionalismo di Bonino non è stata una generica apertura al mondo, quanto la convinzione che alcuni problemi debbano essere affrontati con istituzioni e strumenti superiori alla sovranità degli Stati. Un’Europa più politica, un’ONU più forte, una giustizia internazionale capace di giudicare i crimini più gravi: non utopie sovranazionali, ma antidoti alla legge del più forte.
Tutto ciò risuona ancora in noi oggi?
Laicità
Spesso, si è fatta confusione e si sono dipinti Emma Bonino e i Radicali come anticlericali. Tuttavia, il dialogo costante di Bonino e Marco Pannella con Papa Giovanni Paolo II, il Dalai Lama, Papa Francesco smentisce questa lettura banale.
Purtroppo, c’è una strategia infìda, che impone nel dibattito italiano l’idea che laicità equivalga ad anticlericalismo. Nient’affatto.
La laicità è la garanzia che lo Stato assicuri a tuttə piena libertà di culto, di pensiero, di espressione e consenta a persone con convinzioni diverse di vivere insieme, senza che la morale di unə venga imposta ad altrə. Le battaglie bioetiche e civili di Bonino sono state attraversate proprio da questa idea: difendere uno spazio pubblico neutrale, nel quale le convinzioni religiose possano essere liberamente professate, senza trasformarsi in norme obbligatorie per tuttə.
Libertà e Liberalismo radicale
Probabilmente, “libertà” è la parola “madre” di tutto il suo vocabolario. Libertà del corpo, della coscienza, della scelta; libertà dalla pena di morte, dall’oppressione politica, dalla povertà, dalla guerra; una libertà che non si ferma alla sfera economica, ma investe i corpi, le scelte di vita, la laicità delle istituzioni, il diritto di ciascunə a decidere di sé.
Non una parola astratta, ma il criterio con cui misurare la vita concreta delle persone e il potere che pretende di governarla. Da qui, il suo liberalismo radicale e le campagne su aborto, fine vita, droghe, eutanasia, diritti civili.
La libertà non è mai stata, per Emma Bonino, soltanto formale.
Una fotografia in bianco e nero: lei giovanissima e, sotto braccio, Sandro Pertini; radicale lei, socialista lui; apparentemente lontanissimi e, invece, uniti da una medesima idea di libertà. «Non può esserci libertà senza giustizia sociale», diceva Pertini; ma aggiungeva che, se gli avessero offerto «la più radicale delle riforme al prezzo della libertà», l’avrebbe rifiutata.
È difficile trovare una sintesi migliore di ciò che, con linguaggi politici diversi, teneva insieme quelle due esperienze: la libertà non può essere barattata; ma una libertà che lasci le persone nella fame, nella miseria, nell’ignoranza, nell’impossibilità concreta di scegliere, è una libertà mutilata.
Forse qui, il liberalismo di Bonino smetteva di essere dottrina e diventava pratica politica: allargare continuamente lo spazio, nel quale le persone possano essere libere davvero.
Ostinazione e Visione
La sua celebre testardaggine aveva sempre una direzione strategica: scegliere i fronti, aspettare i tempi, usare strumenti diversi (referendum, disobbedienza civile, politica parlamentare, diplomazia) e continuare, anche quando tutto sembrava perduto. A questa tenacia, si accompagnavano intelligenza, lungimiranza, pazienza di lavorare per anni su ciò che ad altrə ancora non era evidente: abolizione della pena di morte, giustizia penale internazionale, Europa unita e più politica.
Senza quella testardaggine, che a tratti poteva sembrare pedante, molte delle sue battaglie non sarebbero arrivate dove sono arrivate e molti dei diritti, dei quali beneficiamo noi tuttə oggi, non sarebbero diritti acquisiti.
Solitudine, minoranza e sconfitta
Chi anticipa il proprio tempo, è spesso solo. Emma Bonino ha raccontato di esserlo stata tante volte. Soprattutto, quando ha difeso il diritto delle minoranze, anche contro la “tirannia della maggioranza”.
Non è stata una politica che ha vinto sempre, ma non ha mai pensato che una sconfitta rendesse meno giusta una battaglia. Forse, è questa una delle cose più importanti che possiamo imparare da lei.
Grazie, Emma
Questo glossario non vuole essere un monumento, ma una cassetta degli attrezzi. Onorare Emma Bonino significa provare, ciascunə nel proprio spazio, a fare un passo nella sua direzione: dire una verità scomoda quando tuttə tacciono; difendere un diritto impopolare; considerare la persona come fine e non come mezzo.
Non si può diventare come lei. Piuttosto, è fondamentale non dimenticare che un modo come il suo di stare al mondo è stato possibile. Una vita bene spesa come la sua è stata possibile.
