Polonia: contro il “gender” va bene anche la chirurgia riparativa?

Domanda: chi è il tizio nella foto? Chi se ne frega, diranno i nostri giovani lettori. E invece potrebbe essere importante anche per noi.

Per capirlo, dobbiamo partire da una scuola superiore di Limanowa, nella Polonia meridionale (vicino a Cracovia, per intenderci, nei pressi del confine slovacco) dove un prete sta facendo lezione di religione, come capita in questi tempi, a distanza, e mostra dal suo pc alcune slide che parlano di omosessualità.

Se potesse capitare di pensare che ciò non prometta niente di buono, si è pensato bene: la situazione niente di buono prometteva, e niente di buono ha mantenuto.

Secondo lui, l’omosessualità è una malattia, causata da fattori come uno squilibrio ormonale durante la gravidanza, l’essere stati “sedotti” da un adulto omosessuale, avere delle relazioni familiari negative e l’insuccesso nelle relazioni con l’altro sesso. Durante la lezione, gli studenti hanno quindi appreso i metodi proposti dal proprio catechista per poter “curare” l’omosessualità. 

Il primo suggerimento è l’elettroshock: classico, semplice, rapido, e che riporta ad un’epoca nella quale i valori venivano fatti rispettare senza ascoltare le lamentele del politically correct.

Nel caso non funzionasse, può essere in aiuto un’operazione in stile “Arancia Meccanica”: associare lo stimolo dell’attrazione sessuale ad una sensazione negativa.

Se anche Kubrick dovesse fallire, si passa alle operazioni chirurgiche, vero piatto forte della situazione. Niente rende una persona etero meglio di una sana rimozione di utero, ovaie e clitoride, o una vasectomia, secondo i casi.

Più avanti, si possono provare rimedi come la psicanalisi, i farmaci o una non meglio identificata “terapia riparativa”.

L’associazione per i diritti delle persone Lgbtqia+ Grupa Stonewall, ha avuto incredibilmente da ridire: “è difficile stabilire –si legge in un post sul loro profilo Facebook– quale sia la più stupida delle affermazioni fatte durante quella lezione”.

Il problema è che il tizio nella foto, non è il parroco, e questa non è la parte più allarmante della storia.

Il governo polacco è dominato da un partito “sovranista”, il PiS (Prawo i Sprawiedliwość, o Diritto e Giustizia, se suona meglio in italiano) con una linea molto vicina a quella dei “nostri” Salvini e Meloni, soprattutto sul tema dei diritti civili. 

Stavolta, però, a prendere la parola, per il governo di Varsavia, non è stato un membro del PiS, ma Edward Siarka, viceministro dell’ambiente, del partito “Solidarna Polska” (Polonia Unita, anche qui se c’è bisogno di una traduzione, arriva), alleato del PiS, anzi, composto da dissidenti del PiS (per l’esattezza la sua parte più conservatrice), e che ha una linea “in difesa della famiglia tradizionale”, contro aborto e unioni civili e nel suo programma sono previsti l’abolizione del Senato ed il dimezzamento del numero dei parlamentari. Qualsiasi parallelismo con alcune delle sciagure che si sono succedute in Italia negli ultimi anni, è opera della malizia di chi legge.

Siarka ha difeso la lezione tenuta a Limanowa senza se e senza ma: “un altro attacco ai preti che insegnano il Vangelo, da parte dei circoli di sinistra”, ha twittato. “La difesa dei valori cristiani è minacciata dall’ideologia gender. La chiesa non può soccombere davanti a questi circoli di anticlericali”.

Lui è il tizio nella foto, e questa è la parte inquietante della storia.

“Per capirci -conclude la nota di Grupa Stonewall- un viceministro del governo polacco difende chi ha affermato, durante una lezione a scuola, che l’omosessualità è una malattia e che può essere curata rimuovendo alcuni organi del corpo umano. Questo paese può cadere più in basso di così?”

La Polonia, non lo so. Ma noi, dovremmo iniziare a porci qualche domanda, perché le premesse per arrivare alla scuola di Limanowa, ci sono tutte.

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