Carceri e transessualità

Negli ultimi giorni sono arrivate notizie dall’Inghilterra per quanto riguarda la situazione delle persone trans nelle carceri. Si parla di sezioni e prigioni dedicate alle persone transgender. La notizia in Italia stata riportata come se non esistessero attualmente altre iniziative di questo genere in ambito europeo ma, come già riportato in altri articoli usciti succesivamente, questo non è vero. Questo fraintendimento è nato dal fatto che il Times, famosa testata giornalistica inglese, ha riportato la notizia affermando proprio ciò. Nel nostro paese era stato già steso un progetto per aprire un carcere dedicato alle detenute transgender a Empoli ma, a causa della sospensione voluta da Angelino Alfano che era in quel momento il ministro della giustizia, il progetto fu sospeso. Nel nostro territorio sono comunque presenti delle sezioni specifiche per le detenute transgender. .

Problematiche e soluzioni palliative

I motivi principali della nascita di queste sezioni “speciali” sono stati gli svariati episodi, generalmente in tutti i paesi, sono stati i numerosi stupri ai danni delle persone transgender detenute nelle carceri riservati alle persone AMAB. Questo però sembra essere principalmente una soluzione che si basa su principi transfobici poiché non prende in considerazione l’identità di genere della persona, anzi, ma la cancella prendendo in considerazione solo il fattore biologico. In Italia, come riportato su gay.post.t in un suo articolo del 2018 intitolato Trans si suicida in carcere. La situazione delle detenute trans in Italia, nel rapporto tenuta dal Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute si legge che:

“Il Garante nazionale ha da tempo espresso l’opinione che sia più congruo ospitare tali sezioni specifiche in Istituti femminili, dando maggior rilevanza al genere, in quanto vissuto soggettivo, piuttosto che alla contingente situazione anatomica”.

In Italia si sta già discutendo quindi uno spostamento di queste sezioni dagli istituti femminili a quelli maschili addirittura di aprire proprio un carcere apposito per ospitare le donne transgender. Ma queste soluzioni sembrano essere solo dei pigliatavi per non affrontare altri temi sull’argomento poichè, le ragazze trans, non sono integrate con le altre detenute negli carceri femminili perché socialmente subiscono la discriminazione di essere considerate degli uomini. Uno delle molte argomentazioni che le persone, contrarie all’integrazione delle ragazze trans , sono stati i casi di stupro avvenuti in alcune prigioni da parte di persone trans ai danni di persone cisgender. Il caso di Karen White, Transgender detenuta per stupro nelle carceri inglesi, ha fatto scalpore e a fatto pendere l’opinione pubblicca sull’idea di divisione fra carceri per detenute cis e detenute transgender. In realtà gli stupri femminili nelle carceri, che coinvolgono donne o persone non binarie, non hanno quasi nessun riscontro mediatico e viene poco discusso. Proprio per questo il caso di Karen sembra essere stato un mezzo per ottenere, attraverso questo allarmismo, questa divisione fra trans e cis.

Tutta questo però sembra riguarda solo le persone MtF. la situazione è diversa per le persone FtM, essa infatti non è poco chiara e negli artiocoli usciti sono ad oggi si parla esclusivamente di sezioni femminili. Questa mancanza di informazione sui detenuti transgeder è alquanto preoccupante poiché le persone FtM sono spesso lasciate a loro stesse

Prigioni esclusivamente Transgender, Sono la soluzione?

Delle prigioni esclusive transgender, a mio parere , sono un ennesimo palliativo. Seppur si dichiari che un’azione del genere sia per rispettare l’identità della persona trans in realtà si rimarca in questo modo una politica della differenza. Per la società le ragazze trans sono considerate sempre degli elementi scomodi. In carcere, ancora oggi, gran parte del personale e dei militari non sa come approcciarsi alla situazione. Sulle realtà transgender non ci sono ancora molte informazioni, i programmi di sensibilizzazione delle associazioni LGBT stanno subendo un rallentamento su tutti o fronti e la situazione sembra che non si risolverà presto.

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