A “Ciao Darwin” va in onda l’omofobia

La Televisione e la comunità LGBTQIA non sono mai state così vicine come negli ultimi anni, fiction , programmi e temi LGBTQIA affrontati varie volte nel corso degli ultimi anni dalla TV italiana e estera.

Il 22 Marzo prossimo però nella seconda puntata di Ciao Darwin 8, ci sarà la “sfida” tra omofobi e comunità LGBTQIA.

Perché ridicolizzare così anni di lotte con la partecipazione ad un programma da sempre trash, pieno di contraddizioni e molto seguito. Sarà l’occasione per rimarcare la differenza tra chi sta dalla parte giusta, quella dei diritti, o dare un assist alle belligeranti menti dei vari family Day, oppure sarà l’ennesima dimostrazione che la spettacolarizzazione delle questioni LGBTQIA porta male alla stessa comunità.

Senza dubbio il fatto che questi temi vengano affrontati con leggerezza, fa si che si sminuisca tutto il lavoro fatto per anni dagli attivisti per i diritti civili. Voglio ricordare che il capitano delle squadra “Family Day” sarà Giuseppe Povia famoso per le sue posizioni volte alla salvaguardia della “famiglia tradizionale”.

Da molte testate vicine alle questioni LGBTQIA, apprendiamo che la sfida potrebbe trasformarsi in un becero scontro volto a sminuire la comunità LGBTQIA.

Ma abbiamo veramente bisogno di questa visibilità a pochi mesi dall’inizio dell’Onda Pride?

Secondo me no, ogni cosa deve esser fatta se utile, non se porta una visibilità, molto spesso negativa.

Concludo questo articolo con una riflessione, la politica di questo Paese è in mano alla destra omofoba, non servirebbero più azioni sul territorio e meno comparsate in TV ? Non servirebbe ripartire dalle reti , ripartire da coloro che vivono i territori ,e non da coloro che sono più televisivi. Le mie considerazioni possono essere opinabili, spesso si cade nell’errore di prendere una considerazione come dogma indissolubile, ma non deve esser cosi, solo la giusta informazione porta benefici, solo il lavoro quotidiano sui territori porta conquiste, e solo con le conquiste e con i diritti acquisiti ogni essere umano potrà dirsi uguale all’altro.

Voglio, infine, rimarcare il fatto che la comunità LGBTQIA ha una dignità e così facendo si svilisce tutto ciò che ha conquistato: questa pubblicità non può che farci male.

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