Le 92 ipocrisie dell’amministrazione Trump

Ci sono notizie che vanno lette due volte, per essere sicuri di aver letto bene.

Una di queste, è la notizia, riportata per prima dalla Nbc, verso la mezzanotte di ieri, ora italiana, secondo la quale l’Amministrazione Trump starebbe per lanciare una campagna sui diritti umani, per porre fine alla criminalizzazione dell’omosessualità, ancora in vigore in diversi paesi del mondo.

L’ho riletta. Dice proprio così. Lo so, è strano.

Era anche su altre fonti, non è che mi sono sbagliato, per quanto, circa due giorni dopo, nessuna testata italiana abbia riportato la cosa, con i giornalisti del Bel Paese troppo impegnati a giocarsi un bellissimo derby da curva tra l’arresto dei genitori di un ex premier, e la votazione che ha evitato il processo ad un ministro in carica.

La campagna di Trump avrebbe come strategia quella di collaborare con le organizzazioni internazionali come l’ONU (che il presidente non apprezza), l’Unione Europea (che sta per avere una maggioranza sovranista) e l’OSCE.

L’obiettivo della campagna, neanche a dirlo, è l’Iran. Richard Grenell, ambasciatore americano in Germania, il “gay dichiarato che conta di più nell’amministrazione”, già fermamente critico nei confronti dell’Iran, ha dichiarato, dopo avere appreso la notizia di una condanna a morte, che “non è la prima volta che il regime iraniano condanna a morte un uomo omosessuale, spesso nascondendosi dietro alle solite accuse inventate di prostituzione, rapimento o anche di pedofilia, e purtroppo, non sarà l’ultima”.

Una campagna su larga scala condotta dagli Stati Uniti, che porti alla decriminalizzazione dell’omosessualità, non può certo essere vista di cattivo occhio. E, se attraverso anche una campagna del genere, potrà arrivare la fine, o un netto ridimensionamento del terribile regime teocratico al potere in Iran da 40 anni, questa non potrà che essere una buona notizia.

Ci sono però, alcune piccole ipocrisie, nella politica estera dell’amministrazione Trump, per potere essere entusiasti di questa mossa.

Innanzitutto, i paesi per i quali si rischia la pena di morte per “atti contro natura”, sono dieci: Afghanistan, Brunei, Iran (appunto), Mauritania, Sudan, Nigeria, Yemen, Arabia Saudita, Qatar e Somalia.

A parte il Qatar, dove, però, la legge si limita ai “rapporti extramatrimoniali” di qualsiasi tipo e si applica solo alle persone di fede islamica (non disturbare i turisti, grazie), il nome che spicca è uno, ed è uno dei più grandi alleati dell’amministrazione Trump: l’Arabia Saudita.

Ma oltre a questo, c’è da chiedersi con quale faccia l’attuale amministrazione statunitense potrà rivendicare il diritto di lanciare una campagna del genere, quando il ruolino di marcia, nella politica interna, è vergognoso.

Il sito di area lgbtqnation.com ha elencato i novantadue attacchi compiuti (fino ad ora) dall’amministrazione Trump ai danni della comunità Lgbtqia dal suo insediamento (letteralmente: sono iniziati pochi minuti dopo la cerimonia).

Con un curriculum del genere, risulterebbe dura per chiunque essere credibili nel lanciare accuse di omofobia rivolte al Governo iraniano.

Non ha mancato di fare notare questa contraddizione un tweet dell’associazione Lgbtqia Glaad: “crederemmo che l’amministrazione possa porteggere le persone Lgbtq nel mondo se le stesse persone che propongono questa campagna non avessero portato danni alla stessa comunità che vogliono difendere, almeno 90 volte in due anni”.

Inoltre, la campagna sarebbe indirizzata ad una semplice decriminalizzazione e non andrebbe a toccare altri temi come, ad esempio, il matrimonio egualitario o le adozioni.

Questa è la lista delle “92 ipocrisie” del’amministrazione Trump

UPDATE: a quanto pare, il presidente Trump, non ne sapeva niente, nonostante le parole del suo ambasciatore tedesco ed un tweet di suo figlio. Non so se questa sia una buona o una cattiva notizia.

Secondo quanto riporta Newsweek, si sarebbe svolta questa conversazione in una conferenza stampa:

“Signor presidente, a proposito della vostra campagna per decriminalizzare l’omosessualità, la porterete avanti? E perché?”

“Prego?”

“La vostra campagna per decriminalizzare l’omosessualità nel mondo”

“Non so di che rapporto stiate parlando, abbiamo molti rapporti. Altre domande?”

Ci sono solo da rimpiangere i tempi quando, “a loro insaputa“, i politici scoprivano di avere soltanto delle case con vista Colosseo.

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