Prima i friulani, purché siano etero

Una delle frasi che Matteo Salvini e simili usavano ripetere prima dell’approvazione della legge Cirinnà, era che ci fossero mille problemi più importanti per un non ben determinato popolo, rispetto alla discussione sulle unioni civili.

Evidentemente, è bastato un mese all’amministrazione di Massimiliano Fedriga, appena eletto a capo della Regione Friuli Venezia-Giulia per risolvere tutti quei problemi, dato che uno dei primi provvedimenti è stato il sancire l’uscita dalla rete antidiscriminazini Re.a.dy.

“Le istituzioni scolastiche -ha dichiarato l’assessore regionale a Lavoro, Formazione, Istruzione, Famiglia, Ricerca e Università, Alessia Rosolen- e le famiglie hanno strumenti sufficienti per insegnare e trasmettere i valori del rispetto e della diversità. Ogni altra iniziativa sul tema rischia di essere solo un indebito indottrinamento”.

Certo, da elementi come quelli che hanno preso il potere in Friuli (e che stanno per governare, disgraziatamente, tutto il Paese), non ci si poteva certo aspettare molto, ma l’uscita dalla rete antidiscriminazioni, sembra quasi un passaggio automatico per amministrazioni di questo colore politico.

Ovviamente, come sta succedendo sempre più di frequente, l’iniziativa è stata fatta sotto dettatura dei fondamentalisti cattolici. Filippo Savarese, direttore della piattaforma CitizenGo Italia, l’associazione che ha lanciato il manifesto-bufala contro il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, ha dichiarato in modo farneticante: “siamo grati a Fedriga per aver mantenuto la parola data liberando il FVG dalla Rete Ready, un vero e proprio braccio armato con cui la Lobby Lgbt influenza o indirizza le scelte degli enti pubblici in Italia“.

Giuste preoccupazioni, sono emerse invece dalla diciarazione della deputata democratica Debora Serracchiani, ex presidente della regione “prima giunta e primo passo del presidente leghista Fedriga verso l’intolleranza: ci si può nascondere dietro una cortina di parole ma questo è il segnale che da oggi in Friuli Venezia Giulia le minoranze di qualsiasi genere saranno meno garantite. Questo per chi non avesse chiaro cosa significa esattamente ‘prima gli italiani’: non-italiani sono tutti quelli che lui considera diversi”.

Possiamo dire che, sul tema dei diritti umani, e, forse, non solo, la politica delle giunte di destra, e quindi anche del futuro Governo del Paese, è completamente sottomessa ai diktat dei fondamentalisti. Altro che lobby gay, o gender

 

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