Gran Bretagna: 30 anni dalla “Clause 28”

Entrò in vigore esattamente 30 anni fa l’infausta “Clause 28”, o meglio, la “Section 28” del Local Government Act del 1988.

La legge vietava alle autorità locali di finanziare in qualsiasi modo materiale “che promuovesse l’omosessualità o la sua accettabilità come relazione familiare”. La legge vietava anche che questi messaggi potessero essere insegnati nelle scuole di responsabilità degli enti locali in questione.

La legge nasce nel contesto dei governi conservatori di Margaret Thatcher, e nel pieno dell’isteria relativa all’HIV, che all’epoca si riteneva relegata alle persone omosessuali. I conservatori, nella loro campagna elettorale del 1987, accusarono il Labour di voler fare leggere “libri gay nelle scuole” e che avrebbero reso possibile “l’insegnamento dell’omosessualità” ai bambini di cinque o sei anni e di volere “distruggere la famiglia”.

Inoltre, il Governo voleva punire la comunità Lgbt, che aveva ricevuto ingenti fondi dagli enti locali, in quanto questa si era schierata senza dubbi a favore dei minatori nel corso della famosa lotta contro le politiche liberiste dei conservatori.

Dopo l’approvazione della legge, molti gruppi giovanili Lgbt dovettero essere sciolti, mentre altri dovettero ricorrere ad una pesante auto censura.

La Clause 28 è stata abrogata in Scozia nel 2000 e nel 2003 nel resto del Regno Unito.