Verona: Forza Nuova chiede, il rettore obbedisce

“L’incontro gay-profughi è un affronto alla città di Verona e va vietato o ci pensa qualcuno o lo impediremo noi”, aveva dichiarato il coordinatore per il Nord Italia di FN Luca Castellini.

“Siamo di fronte -questo era il delirante comunicato del gruppo neofascista- ad una vera e propria dittatura strisciante che il 25 maggio vorrebbe unire le invettive ideologiche antinaturali e antinazionali attraverso l’incontro omosex-rifugiato, con la complicità del silenzio di chi dovrebbe intervenire, se non per personale convinzione, almeno dopo le promesse elettorali fatte, tanto più quando è un istituzione come quella universitaria ad ospitare una ideologia che miete sempre più vittime, soprattutto tra i giovani e soprattutto nell’epoca adolescenziale quando si è alla ricerca di affermare la propria identità sessuale ed etnica, e dove è quindi facile essere fuorviati”

Ma non c’è più bisogno neanche di minacciare di trasformare un’aula, stavolta universitaria, in un qualche bivacco di manipoli.

Ci ha infatti pensato il rettore a dire “obbedisco” al diktat di Forza Nuova ed a negare la possibilità di tenere la giornata di studio su richiedenti asilo, orientamento sessuale e identità di genere.

“Un fatto gravissimo, -dichiarano al Circolo Pink che aveva organizzato l’evento- l’Università di Verona e il suo rettore Nicola Sartor hanno ceduto alle pressioni dell’estrema destra. Una giornata di studio scientifico che avrebbe dato piena visibilità alla soggettività migrante LGBTI cosa che l’estrema destra veronese non può accettare, ma più grave della destra è il comportamento del Rettore che con questo gesto crea un gravissimo precedente.
L’università dovrebbe rimanere un luogo di cultura e libertà e non uno spazio di discriminazione”.