Cecenia: l’innata capacità di avere la faccia come il culo. Parte quarta

Il ministro della Giustizia russo, Aleksandr Konovalov, davanti al Consiglio Onu per i diritti umani, ha respinto le le accuse di violenze contro gli omosessuali. Anche perché, secondo lui, gli omosessuali, in Cecenia, non esistono: “le indagini -ha dichiarato, prendendosi gioco degli attivisti per i diritti umani in tutto il mondo- non hanno confermato violazioni dei diritti e non siamo neanche riusciti a trovare membri della comunità Lgbt in Cecenia”.

Le parole del ministro della Giustizia nei confronti degli omosessuali sembrano ricalcare quelle del leader ceceno filo-Cremlino Ramzan Kadyrov, che aveva escluso la presenza di omosessuali in Cecenia e il cui portavoce aveva detto: “Se in Cecenia ci fossero persone così le forze dell’ordine non avrebbero nessun problema con loro perché sarebbero i parenti stessi a spedirli a quell’indirizzo dal quale non si ritorna”.

È di circa un anno fa l’inchiesta del giornale russo Novaya Gazeta, secondo il quale, alcune vittime delle persecuzioni avevano raccontato di decine di vittime fermate, detenute e torturate in una prigione segreta in una località non lontana da Grozny. Secondo le testimonianze, alcuni poi venivano rilasciati dopo che la famiglia aveva pagato un riscatto. Le autorità, spiegava il settimanale, fermavano qualcuno per poi usare il suo telefonino per perseguire altre persone.

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