I millennials hanno “paura” del sesso?

Una ricerca effettuata dalla University College London, mostra che, nonostante quanto venga affermato dai media, i cosiddetti millennials fanno meno sesso delle generazioni precedenti.

Lo studio ha preso in esame 16.000 persone, ed è stato scoperto, ad esempio, che un rispondente su otto ha affermato di non avere avuto attività sessuale fino all’età di (almeno) 26 anni.

Ancora più evidente è la differenza nell’attività sessuale vera e propria. I millennials farebbero sesso 4,9 volte al mese per quello che riguarda le persone di sesso maschile e 4,8 per quelle di sesso femminile. (L’articolo preso in questione non riporta dati per gli altri generi).

Per i nati dieci anni prima, i numeri erano rispettivamente 6,2 e 6,3 volte al mese.

Da cosa è dpvuto questo calo nell’attività sessuale?

Susanna Abse, psicoterapeuta dell Balint Consultancy, non ha dubbi: “i millennials sono cresciuti in una cultura di ipersessualizzazione che ha portato ad una paura dell’intimità. I giovani uomini hanno paura di non essere all’altezza, e di subire un’umiliazione per questo, tale da non riuscire a conviverci, in più, la paura è di essere messi alla berlina sui social, per questo”.

Probabilmente, non è tanto la sovraesposizione al sesso o una società ipersessualizzata che non esiste in questi termini in modo diverso rispetto a venti-trenta anni fa.

Forse, è il modo nel quale il sesso viene “venduto” ai più giovani, che è sbagliato. Non sono tanto le immagini porno che girano di telefono in telefono, ma è il fatto che quelle immagini siano, quasi, la sola fonte di educazione sessuale dei più giovani.

Chi urla al gender e ostacola le lezioni di affettività nelle scuole, forse, è responsabile della povertà di fonti di informazione che i ragazzi hanno. Dietro alla retorica della “centralità della famiglia” nell’affrontare questi argomenti, altro non c’è che Youporn come unico insegnante.

E nessun ragazzo sarà mai “maschio abbastanza” per competere con un attore porno durante una scena. Come nessun ragazzino, sarà “ciclista abbastanza” da attaccare Vincenzo Nibali in salita.

Per una ragione molto semplice: che sia l’attore porno, che lo Squalo, quello lo fanno di lavoro.

Esiste qualche ciclista della domenica che potrebbe sentirsi umiliato per non essere riuscito a fare, magari al primo tentativo, lo Zoncolan senza mettere i piedi a terra?

Ed il film porno è un’opera di finzione, anche quanto sembra autentico. Quelle scene, sono fatte e rifatte, tagliate e rimesse insieme al montaggio. Vengono fatte pause, vengono usati farmaci.

Pretendere di farle con la “fidanzatina” di 16 anni, è da folli. Ma serve qualcuno che lo possa insegnare, senza allarmi gender che sono complici di tutto questo.

Secondo Wikipedia, la University College London, nota anche con la sigla UCL, è una prestigiosa università britannica, con sede a Londra. Fondata nel 1826, è stata la prima università britannica ad ammettere studenti di ogni sesso, etnia, fede religiosa o ideologia politica.

La UCL gode di una reputazione internazionale. È infatti considerata una delle cinque migliori università britanniche insieme ad Oxford, Cambridge, London School of Economics e Imperial College.

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