Per Fontana il pride "non rientra nelle priorità" della Regione - carrodibuoi.it

Per Fontana il pride “non rientra nelle priorità” della Regione

Il presidente della Regione Attilio Fontana, dopo aver negato il patrocinio al pride di Milano, ha confermato che la Regione Lombardia ha negato il patrocinio al Varese Pride.

Secondo l’amministrazione lombarda, il pride varesino “non rientra tra le priorità strategiche della politica regionale”.

 

“Fa specie che la lotta al bullismo, alla discriminazione, all’emarginazione delle persone omosessuali, bisessuali e trans e soprattutto la visibilità delle persone LGBTI non siano tra le priorità strategiche della politica regionale” –dichiara Giovanni Boschini, presidente di Arcigay Varese, associazione organizzatrice dell’evento, in un comunicato stampa– Questi temi dovrebbero essere una priorità strategica per tutte le amministrazioni che vogliano una società inclusiva e che rigettino qualsiasi forma di discriminazione nei confronti dei propri cittadini, a scuola, in famiglia, sul posto di lavoro. Andremo avanti con il sostegno delle tante istituzioni e delle tante persone che invece il Pride hanno deciso di sostenerlo e con esso i valori che vuole trasmettere, ma con questa scelta Regione Lombardia ha riconfermato, dopo i convegni sulla famiglia tradizionale e i centralini anti-gender, di essere completamente fuori dal tempo.”

La comunicazione di Regione Lombardia arriva a pochi giorni dal 17 maggio, giornata in cui si celebrerà la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.

Al di là dell’evento l’associazione evidenzia che Regione Lombardia non ha al momento attiva alcuna iniziativa per contrastare il fenomeno della discriminazione e dello stigma nei confronti delle persone omosessuali, bisessuali e trans.

Secondo quanto riporta il sito gaynews.it, anche quest’anno in concomitanza dell’oltraggiosa sfilata del Pride si terrà presso il Sacro Monte di Varese una preghiera pubblica di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù per l’ennesimo osceno atto di propaganda omosessualista e di esaltazione del peccato impuro contro natura.

Ad annunciarlo, sempre secondo il sito, “un non meglio specificato Comitato Beato Miguel A. Pro, sacerdote e martire, dietro cui, alla luce di quanto successo lo scorso anno a Varese, sono sicuramente da ravvisarsi gli stessi esponenti di gruppi della galassia cattoconservatrice”.