Negli USA la "Pride Night", in Italia, gli omofobi in curva - carrodibuoi.it

Negli USA la “Pride Night”, in Italia, gli omofobi in curva

Mentre in Italia le società di quello che è lo sport più popolare (non dovrebbe esserci bisogno di dire che si tratti del calcio maschile, vero?) vanno a blandire quelle che sono le fasce più violente, omofobe e razziste delle tifoserie (basti pensare al comportamento della Lazio, intesa come società, in occasione del terribile insulto alla memoria di Anne Frank), negli Stati Uniti, in uno degli sport più popolari, vale a dire il baseball, si è capito quello che il mercato della popolazione Lgbtqia, oltre che, ovviamente, voler mantenere un profilo di un altro tipo nei confronti dei diritti individuali.

Saranno, infatti, ben 23 (su 30) le squadre che organizzeranno una Pride Night, in occasione di una partita casalinga di campionato durante il Pride Month (storicamente giugno).

Anche negli Usa, fino a 20 anni fa, l’omosessualità era bandita dagli sport professionistici, e il machismo di giocatori e tifosi era molto simile a quello che si vive in buona parte d’Europa. Poi, il coming out di alcuni giocatori ha avvicinato i mondi.

È mai possibile che, in Italia, non ci sia un calciatore professionista omosessuale? Ad un certo punto, è anche una questione statistica.

abby wambach world cup 2015
L’omosessualità è ancora un tabù nel calcio. Maschile.