La destra continua la crociata contro i Pride. È la volta di Salerno - carrodibuoi.it

La destra continua la crociata contro i Pride. È la volta di Salerno

Non poteva che partire da Lega e Popolo della Famiglia, note forze progressiste ed aperte al dialogo, l’attacco al pride di Salerno, che si svolgerà il prossimo 26 maggio nella città campana.

Secondo Raffaele Adinolfi, segretario regionale del PdF, “mentre a Novara si nega il patrocinio morale al gay pride a Salerno non solo viene concesso il patrocinio, non solo viene concesso il Lungomare Trieste, ma viene erogato un contributo di 2500 euro. Nulla contro i gay, nulla contro il diritto di manifestare (proprio nulla nulla in contrario?) sono pronto anche a confrontarmi su tutti i temi (su cosa ti vuoi confrontare? Il tuo diritto a discriminare?), ma decidere di dare soldi pubblici per una manifestazione che di certo non entusiasma tutti e senza nemmeno un confronto pubblico è una scelta di cui il novello Cirinnà salernitano si assume tutte le responsabilità politiche”.

zitarosa carfagna
Il Consigliere comunale Giuseppe Zitarosa, autore dell’appello, durante la campagna elettorale, assieme all’On. Mara Carfagna

Nota dell’autore: ogni fine settimana, si spendono soldi pubblici per garantire lo svolgimento delle partite di calcio, per il cui pubblico, l’autore di questo pezzo, si prende la responsabilità morale di pensarla come Adinolfi 2 la pensa sulle persone che sfileranno al Pride di Salerno. Ma mi guardo bene dal chiedere di proibire le partite di calcio.

Dopo gli omofobi di mestiere, non poteva mancare il turno dei leghisti, Mariano Falcone, Cristian Santoro e Giuseppe Zitarosa, che chiamano addirittura il mondo cattolico e l’area del centrodestra alla mobilitazione. Una vera e propria guerra santa: “è notizia di queste ore che il Comune di Salerno senza interpellare nessuno, elargirà un contributo di 2.500 euro per il Gay Pride, manifestazione di sapore carnevalesco, che sfilerà per le strade della città nelle prossime settimane mettendo alla berlina chi vive in modo legittimo la propria sessualità, di qualsiasi tipo sia, con rispetto e dignità, nel proprio privato”.

E qui parte il delirio: “Ribadiamo ancora una volta […] che quelli che sono i diritti naturali e fondamentali delle famiglie vanno difesi gridando forte il nostro no a quelle che sono definite unioni civili, alle adozioni di bambini da parte di coppie gay ed a qualsiasi tipo di teoria gender (appena ci avranno detto che cazzo sia). Invitiamo le autorità ecclesiastiche, le forze politiche del centro destra, le associazioni in difesa della vita e della famiglia, le autorità e le associazioni cattoliche a prendere una posizione netta e chiara ribadendo che non siamo contrari al diritto di manifestare e di esporre le proprie idee (ma ci andiamo vicini) ma siamo contrari all’utilizzo di soldi pubblici per una sfilata carnevalesca in pieno giorno con espliciti richiami sessuali dal gusto scandalistico e provocatorio”.

E qui, un lettore potrebbe pensare: “ma con personaggi del genere, dove potremmo arrivare?” Forse, ci siamo già.