Aiuti “alla famiglia”: occhio al bidone

Nonostante che le mirabolanti promesse elettorali fatte da quella che si sta rivelando come la prossima maggioranza parlamentare e che vorrebbero un reddito di cittadinanza a chiunque dato con tasse bassissime siano state poco credibili dall’inizio, un concetto si sta facendo largo nel dibattito politico italiano: gli aiuti alla maternitàaiuti alla famiglia.

Che sia sono nostalgia per i bei tempi andati dei treni in orario, per qualcuno, spirito di emulazione di nuovi bonificatori di paludi dell’Europa orientale per altri, gli aiuti alle famiglie (rigorosamente monogame ed eteronormative), meglio se con prole, sono alla base di qualsiasi piano di qualsiasi partito populista.

C’è, per caso, qualcuno così insensibile che vorrebbe vedere i bambini in difficoltà? Specialmente se si tratta di bambini biondi? Vorrei ricordare che, di norma, nella foto delle famiglie “tradizionali”, almeno uno dei due bambini deve essere biondo.

C’è un’idea alla base di tutto, che viene taciuta: se vengono dati aiuti alle famiglie, questi aiuti, vanno pagati. E li dovranno pagare coloro che in quel quadretto idilliaco di famiglia del Mulino Bianco, non ci stanno.

Sempre che, tra un selfie in vacanza, una foto sul tram tra comparse e guardie del corpo e una in cartoleria accompagnati da un fotografo (chi non va a comprare il toner assieme all’addetto stampa?), questa nuova, ridicola, classe dirigente, non ci dica che, come la salute, anche la matematica è un’opinione, e che si possano dare aiuti alle famiglie senza gravare sugli altri.

Insomma, dietro agli aiuti ai bambini (biondi), c’è una via fiscale all’eteronormatività forzata. Di fatto, si andranno a privilegiare, appunto, comportamenti che vengono visti come più leciti, fino a far valere la stessa ora del medesimo mestiere (a parità, si intende, di status sociale) di più per una persona che ha rapporti sessuali pene-vagina sempre con la medesima persona.

Le persone che non si identificano dei due generi canonici, che sono childfree, o che, comunque non hanno intenzione di vivere secondo quel dettame, dovranno pagare la loro scelta di vita di tasca propria.

Non sono, dunque, le leggi che vanno ad adattarsi ad una società che cambia (e che, in parte, è già cambiata), ma si cerca, dietro il sorriso di un bambino (biondo) di imporre un modello sociale che viene messo sempre più in discussione.

La maggior parte delle persone asessuali sono single e childfree. Non so chi per scelta e chi per condizione, ma è bene stare attenti al “bidone” e non farsi intenerire da un’idea, vetusta, della famiglia e che non ci appartiene.

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