Le persone trans sono “più di un numero”

La Gay & Lesbian Alliance Against Defamation (Glaad) ha pubblicato “More than a number”, un rapporto sui casi omicidio delle persone transgender, che vuole anche fungere da guida per i professionisti dell’informazione su come riportare questo tipo di casi.

Lo scopo è, come dice il nome del rapporto, far focalizzare l’informazione più su le persone trans come persone e meno come “numeri”.

“Dobbiamo -dice Sarah Kate Ellis, Presidente e CEO del Glaad- fare evolvere il dibattito attorno alla violenza che le persone transgender devono subire in America, e riportare in modo equo e accurato quanto avviene. Quando si riduce la vita di alcuni individui ad un numero, di disumanizzano coloro che l’hanno persa e abbiamo fallito nel proposito di indirizzare le storie e l’umanità delle vittime, la cui identità trans è stata cancellata a seguito della loro morte”.

Tra le raccomandazioni che il Glaad dà ai giornalisti ci sono quella di non trattare ogni caso come un numero, appunto, scrivendo che si tratti del “caso numero n” di violenza subita, ma di cercare di raccontare chi fossse la persona colpita, le sue amicizie, la sua famiglia.

Inoltre, si tiene a precisare, che il numero di omicidi conosciuti ai danni di persone transgender, potrebe non coincidere con il numero di omicidi reali accaduti in un anno nel Paese. Anche per questo ha poco senso il contare il numero di episodi.

Al giorno d’oggi, si fa notare, che ottenere immagini e informazioni sulla vittima non è neanche così difficile: nove volte su dieci, la sua pagina Facebook dà abbastanza informazioni di questo tipo.

Nei soli Stati Uniti, nel 2017, sono noti 26 casi di omicidio ai danni di persone transgender. Tranne che in un caso, si trattava di persone nate di sesso maschile e che avevano un aspetto di tipo femminile. In 24 casi su 26, si trattava di persone di colore.

Per finire, per capire come polizia e media hanno trattato i casi, in 22 dei casi è stato comunicato un genere sbagliato nei primi rapporti.

Circa la metà dei casi, sono, ad oggi, senza un colpevole.

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