Argentina. La schedatura come atto amministrativo

Una semplice circolare di un governo locale, ha fatto saltare sulla sedia, prima, gli attivisti della comunità Lgbtqia argentini, e poi chiunque abbia letto la notizia.

L’amministrazione provinciale della provincia di Mendoza, infatti, avrebbe chiesto, mediante un banalissimo atto amministrativo, di creare un database di tutte le persone Lgbtqia che vivono nella zona.

Se ho letto bene, si volevano censire tutte le persone dichiaratamente non eterosessuali di una provincia.

Suona un po’ inquietante, a dir la verità, anche a livello globale. Volendo fare un po’ i complottisti, potremmo dire che oggi la repressione contro le persone che non si riconoscono nell’unico modello di vita considerato accettabile (la cosiddetta “Famiglia del Mulino Bianco”) avviene con semplici atti di qualche oscuro funzionario di qualche amministrazione locale.

Ovviamente, una volta scoperta la circolare, i responsabili si sono affrettati a dire che la stessa era stata interpretata male, come ha dichiarato Fernanda Uruquiza, a copa del coordinamento provinciale per le diversità.

Si tratterebbe di un elenco “amministrativo, confidenziale, anonimo e volontario”, creato per “valutare come le informazioni del governo raggiungono le persone”.

Da non sottovalutare il fatto che Uruquiza, è una donna trans.

In ogni modo, la circolare è sparita dal sito del ministero, e, comunque, un elenco del genere, nelle mani sbagliate, potrebbe avere evidenti conseguenze catastrofiche per le persone che avessero il proprio nome all’interno.

Mario Vargas, dell’associazione CLICK di Mendoza, ha dichiarato che, dopo aver saputo di questa iniziativa è tornato a sentirsi “un mutante, con tutto il bene ed il male che questo implica, mi sono sentito nuovamente un Xman”.

Julieta Antúnez Ríos, a capo di alcuni gruppi argentini per i diritti delle persone Lgbtqia, rincara la dose “non possiamo permettere di avere una schedatura come fossimo delle bestie. Esistono già registri per gli scopi richiesti dall’amministrazione, non capisco perché noi anormali dovremmo avere dei registri separati”.

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