Bravo Bacciga: adesso gli altri novantanove

Andrea Bacciga (mi raccomando l’accento sulla prima a), detto “Barzi” è un consigliere comunale di maggioranza di Verona, la stessa maggioranza, eletta lo scorso luglio assieme al sindaco Sboarina, che fece una crociata, la scorsa estate contro i cosiddetti “libri gender”, modo di dire che non significa un cazzo, ma che è entrato nell’uso comune grazie a persone come Mario Adinolfi e a giornalisti troppo pigri per andare oltre un comunicato stampa.

Bacciga, ha, mi si permetta, la faccia e l’espressione del tipo che solo lui conosce un ristorante sull’Appennino dove si mangia “la migliore bistecca”, e si spende anche poco, perché conosce il titolare e lui un prezzo di favore lo fa sempre.

Tifoso del Verona, un passato, si dice, in Forza Nuova, si è distinto per essere intervenuto, in Consiglio, su argomenti come la discussione sulla legge Fiano (che avveniva in Parlamento, lontano svariate centinaia di chilometri), dove ha detto, per farla breve, che se si vuole criticare il fascismo, si devono anche considerare le paludi e i treni in orario, e contro lo Ius Soli (discussione che, come la precedente, avveniva altrove).

Bacciga Miriano Verona
Andrea Bacciga, qui assieme a Costanza Miriano, da lui definita “ospite eccezionale,di grande spessore e umanità”

Barzi, inoltre, è anche il tipo molto bravo a fare delle “simpatiche provocazioni”, visto che è in maggioranza e nessuno lo può toccare, ed appena insediatosi, ha regalato alla biblioteca comunale di Verona alcuni libri alternativi, diciamo un po’ di destra lamentando il bisogno di conoscere anche un’altra parte della storia: quella che piace a lui.

Si è difeso, dicendo che, nonostante il tipo di libri, lui non è fascista, ma è identitario. Nel caso qualcuno si fosse preoccupato.

Ma il 12 gennaio, ha subito uno smacco. Forse ancora appesantito dalle cene tradizionaliste a base esclusivamente di pandoro (d’altronde, è identitario e veronese), non ha notato che, addirittura, Pierpaolo Mandetta, ha presentato il suo libro “Dillo tu a mammà” all’Università di Verona.

La reazione di Bacciga e del resto dell’Amministrazione è stata immediata ed hanno forse organizzato, ma di sicuro patrocinato un convegno dell’associazione Cristus Rex – Traditio.

Lo stesso Mandetta, ha detto, attraverso i social, che la presentazione del suo libro, all’Amministrazione comunale “non è andata giù”.

Va da sé che il buon Barzi fosse sul palco assieme a Costanza Miriano che parlava della sua ultima fatica letteraria (“Quando eravamo femmine… c’era la famiglia”) che sostiene, con un tocco di originalità, che la donna sottomessa salva la famiglia e il mondo.

Per chi non lo sapesse, le altre opere della Miriano sono “Sposati e sii sottomessa” (2011), “Sposala e muori per lei” (2013) “Obbedire è meglio” (2015) e “Si salvi chi vuole” del 2016.

Bacciga Verona MirianoBacciga, quindi, ha esultato, per il convegno sulla sua pagina Facebook: “dillo tu a mammà che per ogni vostro convegno, noi ne faremo 100!”.

Bravo Barzi, questo è lo spirito.

Uno, lo avete fatto, ora voglio vedere gli altri 99. Sempre che tu abbia qualcosa da dire che non siano i treni in orario del tempo che fu.

 

Nota: personaggi come questo sarebbero comici, se rimanessero al loro posto, cioè nei Bar dello Sport a giocare di essere il CT della nazionale. Purtroppo, sono nelle istituzioni, nei media e stanno per andare a governare il Paese.

Abbiamo davanti dei bei tempi di merda, signori.

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