Quasi etero: perché essere bisessuale è “troppo gay”

Secondo quando emerge dall’ultimo libro di Rich C. Savin-Williams, professore di Psicologia dello Sviluppo alla Cornell University, e per tutti gli amanti delle etichette, si starebbe affacciando una nuova definizione per quegli uomini che non sono completamente eterosessuali, ma che si identificano come eterosessuali nella maggior parte dei casi, in inglese “mostly straight”, che, prendendosi un po’ di libertà di traduzione, potrebbe rendere l’idea in italiano come quasi etero.

Un sondaggio fatto dalle istituzioni statunitensi, infatti, rivelerebbe come addirittura il 6% dei giovani (di allora) tra i 18 e i 24 anni si fosse definito, appunto, attratto quasi esclusivamente dal sesso opposto.

In numeri reali, i quasi etero, negli USA sarebbero circa un milione di persone.

Rich C. Savin Williams: Mostly straight - Sexual fluidity among menQuando è stato chiesto di scegliere il loro orientamento in una scelta più “chiusa”, includendo quindi soltanto etero, omo, e bisessuali (inutile dire che manca almeno un’opzione…), tre quarti di loro sceglievano eterosessuali invece che bisessuali, anche quando era stato reso chiaro che bisessuale poteva intendere anche “bisessuale con preferenza verso il sesso opposto”.

La ragione perché veniva fatta questa scelta, sarebbe da ricercare nel motivo secondo il quale definirsi “bisessuale” viene visto come “troppo gay”.

“Un quasi etero -dice Savin-Williams- è un ragazzo che può aver baciato un uomo, può aver praticato la masturbazione di gruppo in un gruppo di soli uomini, può aver ricevuto del sesso orale da un tipo appena incontrato. Ma è piuttosto improbabile che arrivi al sesso penetrativo con un altro uomo. Può avere una cotta per un uomo, ma per lui sarebbe troppo innamorarsi di una persona dello stesso sesso”.

All’interno del gruppo, fatta 100 l’attrazione totale, secondo Savin-Williams, i sentimenti di attrazione sessuale e romantica verso elementi dello stesso sesso, costituiscono il 5/10% dei casi, mentre, nei casi restanti, il quasi etero è attratto dalle donne.

Come molte delle etichette che stanno uscendo in questi ultimi 10 anni, come gli asessuali e i poliamorosi, anche i quasi etero, sono sempre esistiti.

Ma il cambiamento, non sappiamo quanto permanente, di mentalità della maggior parte delle persone nei confronti della sessualità, ha permesso loro di emergere.

Se, fino all’altro ieri, dovevi essere completamente eterosessuale, o finire sull’altra sponda, oggi, per fortuna, la sessualità viene vista come una scala con diverse sfumature, ed in questa è più semplice inserire delle identità che, fino a ieri, venivano semplicemente ignorate.

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