Un pizzico di teoria gender non fa mai male!

San GIusto, Crepaldi critica la teoria gender e lo smercio di droga: «Prestiamo attenzione ai giovani»

Ecco il titolo tonante del sito triesteprima.com. Passiamo sull’accostamento “teoria gender” e “droga” che è un chiaro, e alquanto subdolo, tentativo di far passare le due cose allo stesso piano:

Ovviamente la teoria gender è assai grave quanto lo smercio di droga.Non vedete le pericolose similitudini!

Sarcasmo a parte. L’arcivescovo Crepaldi, il 3 novembre di quest’anno, ha celebrato una messa per celebrare il patrono San Giusto nella cattedrale di San Giusto. L’omelia era incentrata sui Giovani e la responsabilità che hanno le persone adulte verso di loro.

Andiamo ad analizzare ciò che l’arcivescovo Crepaldi afferma durante la sua omelia, chepotrete trovare per intero cliccando sul link qui riportato (Link)

Dopo un iniziale preambolo Crepaldi inizia subito dicendo che “il mondo dei giovani è un mondo che sembra aver preso la strada dell’allontanamento da Cristo e dalla Chiesa, mettendoci di fronte a una situazione complicata e incerta sui suoi esiti.” Inutile chiedersi a cosa si riferisca L’arcivescovo. Ma continuiamo con ordine…

L’omelia continua richiamando le istituzioni, la famiglia e la chiesa stessa per fare in modo da affrontare la situazione nel meglio dei modi. Tutto ciò per eliminare gli elementi di disturbo, in modo da operare un recupero di certi valori:

il recupero di un significato alto della relazionalità affettiva e sessuale dei giovani in vista del matrimonio e della costituzione della famiglia, oggi inquinata da una visione che ha separato sessualità e genitorialità e che è giunta, tramite una martellante propaganda a proporre, con la teoria del gender, il superamento del dato naturale del maschile e del femminile“

Ed ecco la teoria gender! Anche se non abbiamo ancora capito cosa sia. Solitamente tutti i discorsi moralistici e altisonanti almeno un pizzico di gender lo devono avere!

Quello che però fa riflettere è che qualsiasi tentativo di educazione affettiva viene osteggiato dalla chiesa.

Da ricordare che nel 2015, L’OMS aveva proposto di introdurre l’educazione affettiva fin dalle scuole materne. La risposta del vaticano è stata assolutamente negativa. Più istituzioni hanno portato avanti una campagna di disinformazione devastante. Dichiarando il falso più volte. In tutto ciò i media pubblicavano articoli con titoli come:

Oms: Educazione Sessuale dalla Scuola Materna

La bufera è stata feroce e ne sono state dette di tutti i colori. Tutti hanno detto la loro opinione, anche i meno informati, scatenando un delirio sul web e sui giornali.

Questo è abbastanza vecchio, ma passiamo a dei casi più recenti che sono successi a Nuoro o in Trento:

A Nuoro un professore di religione, affrontando l’argomento dell’educazione sessuale, ha consigliato dei libri da leggere ai suoi studenti. I libri erano stati consigliati in altre scuole, pienamente adatti ai lettori a cui erano consigliati. I genitori si sono rivolti al vescovo e il professore si è ritrovato in una bufera mediatica.

A Trento una professoressa di scienze sociali si è dichiarata “obbiettrice”. Scrive una lettera ai genitori dei suoi alunni, dove afferma di essere contraria al corso di educazione sessuale, tenuto nelle scuola dove insegna.

Se volete saperne di più potete trovare tutte le informazioni precise a questo link qui. In ogni caso la reazione del vaticano è sempre stata chiara e concisa. In maniera, anche molto pericolosa, solitamente consiglia di affrontare la sessualità in maniera poco sicura:

Si, perchè dire di non usare il preservativo EQUIVALE A CONSIGLIARE UNA PRATICA NON SICURA.

Mi chiedo come L’arcivescovo Crepaldi, intenda operare, per effettuare il  “recupero di un significato alto della relazionalità affettiva e sessuale”. Perché se l’idea e gridare “AL GENDER” e ” Non usate il preservativo”, Beh, la cosa andrà a naufragare.

Almeno si spera.

Thuban

 

 

 

 

 

 

 

 

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