Firenze più “friendly”? Iniziamo dalle basi

Il Comune di Firenze, con una delibera dell’assessora al turismo e marketing territoriale Anna Paola Concia approvata in Giunta, ha promosso una campagna di sensibilizzazione verso albergatori, ristoratori e operatori del settore turistico nei confronti del turismo Lgbt.

“L’obiettivo è far diventare Firenze una meta sempre più gay friendly, -ha spiegato l’assessora Concia- dove chiunque possa trovare rispetto, sensibilità e accoglienza. Abbiamo pensato di organizzare questi corsi dopo alcuni episodi accaduti in Italia che hanno visto turisti gay rifiutati dalle strutture ricettive. Per questo saranno organizzati dei corsi che affronteranno tematiche volte a migliorare l’accoglienza”.

In particolare saranno acquisite conoscenze e strumenti operativi per la comprensione dei meccanismi o comportamenti che ostacolano l’accoglienza della clientela Lgbt per superarli e una modalità di qualificazione delle strutture come aziende turistiche gay friendly.

Partner del progetto sono il Firenze Convention & Visitors Bureau, Firenze Fiera che si sono resi disponibili ad organizzare e ad ospitare gli incontri, e l’associazione Italiana Turismo Gay e Lesbian.

“Intendiamo lavorare per prevenire episodi di discriminazione -aggiunge l’assessora Concia- e migliorare sempre di più l’ospitalità, sviluppando contemporaneamente strategie di marketing per intercettare questo segmento turistico”.

Bisogna, comunque, ricordare che il Comune di Firenze del quale Anna Maria Concia ricopre il ruolo di assessore, ha negato il patrocinio al Toscana Pride del 2017, che si è svolto ad Arezzo, ed anche al Toscana Pride dell’anno precedente, che si è svolto proprio nel capoluogo toscano.

L’ultimo anno si sono rivelati determinanti, per la mancata concessione del patrocinio, i voti del Partito Democratico, che ha votato in linea con Forza Italia e FdI. Votarono a favore i partiti di sinistra ed il M5S che non è più omofobo quando si tratta di votare contro il PD.

Forse, prima di imbastire l’ennesima iniziativa inutile sulla quale nessuno si fa più neanche troppe speranze, basterebbe iniziare dalle basi, cominciando a rimuovere quell’omofobia presente proprio nel partito di maggioranza in Consiglio Comunale, e quell’aria che si respira nelle dichiarazioni e nella azione politica dei vertici del PD, dove i diritti civili, l’inclusione e l’accettazione delle diversità, basti pensare a quanto siano costate le unioni civili, ed ai dibattiti su ius soli, biotestamento e diritti delle donne, vengono visti come qualcosa che ci tocca fare, magari per non scontentare qualche rompiscatole ancora presente all’interno del partito, ma che, tra carrozzoni, nomine pubbliche e lotte di potere, si farebbe anche e volentieri a meno.

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