Prosegue la campagna di Amnesty International per i bambini intersessuali

Amnesty International sta proseguendo la propria campagna sullo stato dei bambini intersessuali in Danimarca e in Germania.

I bambini intersessuali sono quei bambini che sono nati con caratteristiche sessuali che non si adattano alle norme femminili o maschili, i quali rischiano di essere sottoposti a una serie di procedure mediche non necessarie, invasive e traumatiche in violazione dei loro diritti umani.

Secondo il rapporto “In primo luogo, non ferire (First, do not harm)”, gli stereotipi di genere determininerebbero interventi chirurgici “non urgenti, invasivi e irreversibili”.

Dichiara Laura Carter, ricercatrice di Amnesty International sull’orientamento sessuale e l’identità di genere: “queste cosiddette procedure di normalizzazione vengono condotte senza la completa conoscenza degli effetti a lungo termine. Stiamo parlando di incisioni che vengono fatte su tessuti sensibili, con conseguenze per tutta la vita, tutto a causa degli stereotipi su ciò a cui un ragazzo o una ragazza dovrebbe assomigliare.

Il rapporto spiega come procedure mediche non di emergenza, tipicamente eseguite su neonati e bambini di età inferiore ai 10 anni, sono in corso nonostante la mancanza di ricerche mediche a sostegno della necessità di un intervento chirurgico.

Queste pratiche includono interventi come le operazioni per nascondere una clitoride allargata, che causano rischi di danni al nervo, cicatrici e dolori, la chirurgia vaginale o vaginoplastica, che può includere più interventi chirurgici nel tempo su bambini piccoli per creare o ampliare un’apertura vaginale, la gonadectomia, cioè la rimozione delle gonadi, compresi i tessuti ovarici o testicolari (che è irreversibile e comporta la necessità di trattamenti ormonali a vita e le operazioni di riparazione di ipospadia) interventi chirurgici per riposizionare l’uretra sull’apice del pene, che viene eseguita per creare un pene che sia considerato funzionale ed esteticamente normale.

Per quanto si tratti di procedure che possono essere, talvolta, necessarie per proteggere la vita o la salute di un bambino, ciò non sempre avviene per questo scopo. Molte delle persone intervistate da Amnesty International circa le loro esperienze o quelle dei loro figli hanno parlato del trauma fisico e mentale che hanno sofferto, sia all’epoca degli interventi chirurgici che in seguito.

Amnesty International invita i legislatori e i professionisti medici di entrambi i paesi a garantire che nessun bambino sia sottoposto a trattamenti non urgenti, invasivi e irreversibili. Le decisioni dovrebbero essere rinviate fino a quando la persona interessata non sia in grado di prendere parte in modo significativo alle scelte su ciò che viene fatto al suo corpo.

Si stima che fino all’1,7% della popolazione globale abbia variazioni di caratteristiche sessuali, la stessa percentuale delle persone con i capelli rossi.

 

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