Lesbiche, Gay e Bungee jumpers

Bisessualità: copertura o realtà? Si intitola così un recente articolo all’insegna della bifobia e della disinformazione pubblicato su Pride Online.

L’articolo, fin dalle prime righe, mette in dubbio l’esistenza della bisessualità come orientamento sessuale, affermando che ‘ancora non è dato sapere’ se le persone bisessuali esistano.

Peccato che, quantomeno a partire dagli studi di Kinsey, l’esistenza di persone bisessuali sia un fatto assodato.

L’articolo prosegue citando uno “studio scientifico” in cui a persone dichiarate bisessuali veniva chiesto di dimostrare il proprio orientamento citando almeno due relazioni avute con uomini e due relazioni avute con donne. Lasciando un momento da parte il binarismo agghiacciante di questo “studio”, è interessante notare come si confondano comportamento sessuale e orientamento sessuale.

Evidentemente ci si è dimenticati dei periodi (nemmeno troppo lontani) in cui le persone omosessuali erano costrette a relazioni con persone del sesso opposto, se non altro per copertura (o forse continuando a confondere comportamento e orientamento si può supporre che queste persone fossero bisessuali).

Mi sembra opportuno citare qui la definizione di bisessualità proposta da Robyn Ochs e utilizzata spesso in ambito di attivismo: “Mi dichiaro bisessuale perché riconosco in me la potenzialità di provare attrazione sessuale o sentimentale verso più di un sesso e/o genere. Non necessariamente nello stesso momento, non necessariamente nello stesso modo, non necessariamente con la stessa intensità”.

Come si può notare, si parla di potenzialità, al di là dell’effettivo comportamento sessuale di una persona. E si parla di più di un sesso/genere (visto che si spera ormai assodato il fatto che i generi non sono due).

Un altro “studio” citato invece sembrerebbe addirittura smentire l’esistenza della bisessualità come orientamento sessuale, affermando che essa è solo un espediente per nascondere l’omosessualità.

L’articolo passa quindi ad affermare come il dichiararsi bisessuali sia spesso un modo per edulcorare il proprio coming out come omosessuali. Questo è un buon esempio di bicancellazione. Le persone bisessuali vengono infatti spesso erroneamente interpretate come omosessuali o eterosessuali a seconda del/la partner del momento, cancellando così la visibilità del loro orientamento.

E questo è esattamente ciò che è avvenuto di recente nel caso di Gianna Nannini, accusata di aver vissuto “in the closet” per anni prima di dichiarare la propria relazione con una donna, quando invece la cantante è dichiarata come bisessuale almeno a partire dal 2002 (ma c’è chi mi dice che si era dichiarata tale anche nel 1994).

Ma, a prescindere da presunte prove scientifiche, non basta dichiarare di provare attrazione per più di un sesso/genere per essere creduti? Per quanto ancora le persone bisessuali saranno costrette a giustificarsi, dar prova della propria esistenza e sentirsi sotto esame all’interno della stessa comunità LG(B)T+? Forse la B nella sigla sta per Bungee jumpers!!

Si è mai visto proporre su una piattaforma che si occupa di diritti LGBT+ un articolo intitolato “Omosessualità: perversione o orientamento sessuale?”? Ovviamente no. Sarebbe considerato omofobo e scandaloso, per usare un eufemismo. Mi chiedo perché invece sembri lecito riservare un trattamento simile alle persone bisessuali.

Qui, l’articolo citato (che vi sconsiglio caldamente di leggere).

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