Trump: No alle persone transgender nell’esercito USA

Trump Colpisce ancora.

L’eroe conservazionista, poco mascherato e a capo di uno degli stati più influenti sfodera il suo sorriso per i fotografi. Si ripropone con la suo carismatico profilo imbronciatoda “vero macho”, cambia le carte in tavola annullando gli sforzi del suo predecessore Obama e fa sentire le sue ragioni.

Che Trump non fosse una persona LGBT+ friendly non è che sia proprio un mistero. L’america si divide ma di sicuro c’è solo una cosa:

Le persone transgender  sono state respinte, nuovamente, dall’esercito Americano. Sembra di essere tornati ai “gloriosi giorni” del Don’t ask don’t tell (DADT), la linea politico\militare in vigore  dal 1993 al 2010  e eliminata effettivamente SOLO nel 2013. Questa legge, molto discriminatoria, obbligava le persone LGBT+a mantenere il silenzio sulla loro identità di genere\sessuale per entrare all’interno dell’esercito. Il governo Obama era riuscito a abrogare questa legge e a renderla incostituzionale. Ma con il cambio di presidente le cose non sono durate a lungo.

Trump giustifica la sua decisione su twitter:

“Dopo aver consultato i generali e gli esperti militari, siete avvisati che il governo degli Stati Uniti non accetterà né permetterà che individui transgender servano in alcuna unità dell’esercito. Il nostro esercito deve essere concentrato su vittorie schiaccianti e decisive e non può sostenere il tremendo costo medico e il disagio che i trangender nell’esercito comporterebbero”

Questo è la motivazione portata dal presidente degli stati uniti. Una giustificazione assai famigliare, se rileggiamo La vecchia DADT che motivava l’espulsione delle persone LGBT+ dall’esercito per il semplice fatto che:

” (la loro presenza) creerebbe un inaccettabile rischio all’alta morale, all’ordine, alla disciplina e alla coesione che sono l’essenza della potenza militare

Il motivo si è evoluto, è diventato meno political scorrect e si trincera dietro la scusa delle spese mediche. La sostanza però è la medesima:  Qualcuno ha deciso che essere una persona non conforme a certi schemi normativi vada penalizzata e discriminata, in questo caso,  per il proprio orientamento di genere. Sfortunatamente, come riportato da repubblica. it “le regole per permettere il reclutamento delle persone transgender non erano ancora state rese effettive”. Trump ha preso la palla al balzo e non si è fatto scrupoli per trarre vantaggio dalla situazione.

Questo è tristemente un passo indietro per l’america  che solo una anno fa aveva aperto le frontiere e il primo luglio 2016, finalmente, aveva cominciato ad arruolare persone transgender nell’esercito come ultima tappa dell’abolizione della discriminazione LGBT+. Oggi invece siamo qui, a chiederci quanto indietro possiamo tornare…sperando in una risposta che dia un barlume di speranza.

Thuban

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