Canada: Passi in avanti per il riconoscimento del terzo genere.

Eccoci di nuovo a parlare di terzo genere. Ho già scritto un articolo a riguardo, parlando dell’importanza della presa di coscienza che sta avvenendo in molti paesi.  Questa volta parliamo di una notizia recentissima accaduta in Canada:

Il prim* bambin* al mondo ha ottenuto il riconoscimento burocratico di genere neutro.

La notizia è arrivata anche in Italia e molti  hanno già idea di cosa sto parlando, per chi non lo sapesse lascio l’articolo di tgcom.24 che potrete trovare cliccando qui. Per chi non ha modo di approfondire la momento, in sintesi, in Canada un* genitore  ha deciso di dichiarare il genere del propri* bambin* di genere neutro.

Ma non sono qui per parlare della notizia in se per se. Mi concentrerò invece su come è stata riportata la notizia in Italia:  L’articolo “meno” discriminatorio nel linguaggio è stato sicuramente quello che vi ho proposto prima ma non è andata meglio per il resto delle informazioni che ho trovato. Ma partiamo per ordine.

blastingnews.com: Questo è il primo articolo in Italiano che ho trovato. Appena ho cominciato a leggere mi si sono rizzati i pochi capelli che ho in testa!  Kory Doty,  genitore del piccol*,  viene identificat* come “Madre del piccolo” seppur poco più avanti venga specificato che è una persona genderqueer e che sta transitando da F to M.  Questa cosa non succede negli articoli stranieri come notiamo in un articolo PinkNews (qui), anzi sono il più neutri possibili. Nell’articolo Italiano invece la cosa continua fra sbagli di pronomi e perle linguistiche binarie infatti, ad un certo punto, la giornalista arriva a scrivere ” ha dichiarato la combattiva madre quasi padre“. La cosa mi ha lasciato senza parole. La discriminazione gratuita mi lascia sempre senza parole. Oltre ad ignorare linguisticamente  l’identità di genere di questa persona, Che è Genderqueer, la giornalista cerca di riportare il tutto su un piano binario SPECIFICANDO che la persona in questione sta ancora transitando e che quindi “è quasi padre” ma non lo è ancora per lei. Che sia uno sbaglio in mala o cattiva fede non mi è dato sapere. Concludo dicendo che la cosa mi lascia con un po di rabbia e tanta amarezza.

Ah! Per tutti gli scettici.Si, il neutro non esiste in Italiano ma la giornalista  avrebbe potuto evitare tutto questo con abili giri di frase oppure utilizzando di più il verbo Avere anziché il verbo Essere. Il modo di usare un neutro non necessariamente legato al nutro maschile c’è. Sarebbe Carino cominciarlo ad usare.

Per il resto l’articolo sembra esporre, in maniera sufficientemente approfondita  l’intera faccenda.

internapoli.it: Questo articolo è brevissimo.  La prima cosa che si nota è che il giornalista sembra un attimo confuso poiché  afferma che il bambino “per volere della madre, non ha sesso.” Con tutta franchezza ho riso tantissimo. Il sesso biologico non è collegato al genere, sono due cose distintamente diverse. Se fosse una cosa scritta e lasciata in un cassetto non mi preoccuperei così tanto.  Il problema è che l’articolo è stato letto la bellezza di 579 volte in data 04-07-17. Il giornalista continua, sbagliando pronomi e identificando Kory Doty come donna e non come persona genderqueer.

tgcom24: Non si salva nemmeno la persona che ha scritto l’articolo qui. “Mio figlio deciderà da solo, in futuro, il proprio sesso. Non lo stabilirò io” traduce il giornalista mentre nelle interviste di Kory Doty vediamo che la parola che usa è gender, in italiano genere, e non sesso. I pronomi continuano ad essere sbagliati e viene ripetuto più volte “madre” anziché un più neutro “genitore”.

Questi sono gli articoli che ho trovato sulla rete Italiana. Mi fanno riflettere e pensare. Forse l’italia ha bisogno di una bella scossa! Questi argomenti sono ancora trattati in maniera superficiale e al grande pubblico arrivano delle informazioni solitamente del tutto filtrate o addirittura false e completamente inventate. Sicuramente ci sono delle belle iniziative che si stanno cominciando a muovere, basta vedere sulla rete televisiva Cielo che in queste ultime settimane ha inaugurato la trasmissione di una serie di documentari in un programma chiamato “Rivoluzione Gender”, Fra cui c’è anche il documentario “Asex: liberi di non farlo” di Eleonora Soresini che ha portato visibilità all’orientamento asessuale e sicuramente ha eliminato molti falsi miti che si erano creati attorno all’orientamento.

L’attivismo è sempre una buona strada per fare informazione e permettere a più persone di capire che non c’è niente di male ad essere una persona arcobaleno. La diversità ci permette di evolverci, raggiungere e superare nozioni confini che ci rallentano e non ci permettono di migliorarci, di capirci e di vivere serenamente. In Italia, per il terzo genere, qualcosa si sta già muovendo. Vedremo nei prossimi mesi cosa uscirà fuori. Per ora è tutto.

Thuban

 

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