Istanbul. Per il terzo anno, la polizia disperde la marcia del Pride

La polizia turca ha sparato proiettili di gomma contro i militanti Lgbt pronti a sfidare il divieto di sfilare per il Gay Pride, per disperdere la folla. Lo riferisce la Bbc.

L’omosessualità, diversamente dalla maggior parte dei paesi a maggioranza islamica, non è vietata in Turchia, ma l’omofobia è sempre più diffusa, anche grazie all’operato del Governo locale che rivendicando il proprio attaccamento ai valori tradizionali, e spingendo per un maggior diritto delle persone ad esprimere i propri valori religiosi, sta in realtà sempre più allontanandosi dalla tradizione laica del Paese.

Secondo il giornale Hurriyet, almeno dieci persone sarebbero state arrestate, tra le quali, riporta il giornale olandese De Telegraaf, anche un cameraman olandese.

Il comitato organizzatore aveva emesso un comunicato che diceva :”noi non abbiamo paura, siamo qui e non cambieremo. Voi avete paura, ma voi cambierete e ve ne farete una ragione. Noi siamo qui per mostrarvi la nostra lotta ed il nostro orgoglio”.

Per più di un decennio (dal 2003 al 2015), la parata del Pride si era svolta pacificamente a Istanbul, e per anni la Turchia era stata un posto sicuro per le persone LGBTQIA in Medio Oriente.

Adesso, per il terzo anno consecutivo, le autorità proibiscono la marcia, ufficialmente perché ci sarebbero minacce di violenze da parte di elementi della destra nazionalista, ma questa appare, ai più, come una scusa per proibire la manifestazione.

Sia nella marcia del Pride del 2015, sia in quella per i diritti delle persone transgender dello scorso anno, la polizia ha disperso i manifestanti usando gas lacrimogeni.

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