Cecenia: l’innata capacità di avere la faccia come il culo. Parte seconda

Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, avrebbe dichiarato di non avere dubbi sulle assicurazioni fatte dal leader ceceno Ramzan Kadyrov secondo il quale non corrispondono a verità le notizie delle scorse settimane sulla repressione fatta in Cecenia nei confronti della comunità LGBT+ locale, riportate dal quotidiano russo di opposizione Novaya Gazeta.

Le iniziali posizioni del Governo ceceno erano arrivate, in alcuni casi, a negare l’esistenza stessa dei gay nella repubblica.

Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha inoltre aggiunto che non esisterebbero prove della repressione, e che queste sono notizie “infanganti” che avrebbero “fatto arrabbiare” molti ceceni.

Inoltre, Peskov, ha aggiunto che “tutto verrà indagato secondo la legge, ma i giornalisti non devono sentirsi minacciati da ciò”, che è una cosa un po’ strana da dichiarare in un Paese che si dichiara democratico, forse con un filo di ironia tipicamente russa che noi decadenti occidentali tendiamo a non capire.

Novaya Gazeta è il giornale per il quale scriveva la compianta Anna Politovskaja, nota per i suoi atti di accusa nei confronti del regime russo, assassinata a Mosca nel 2006.

Secondo le notizie uscite in queste settimane, in Cecenia la repressione nei confronti della comunità LGBT+ avrebbe portato ad arresti illegali di massa e ad almeno tre uccisioni extragiudiziali.

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